Via La Spezia, serrata dei commercianti: chiesti interventi sui cantieri del metrò C

Al sit in di protesta hanno partecipato anche gli abitanti del quartiere: «Qui non si vive più»

Commercianti e residenti in strada per chiedere un miglioramento della vivibilità in via La Spezia che, a loro dire, sarebbe peggiorata con l’apertura i cantieri della linea C della metropolitana. In piazza Camerino hanno dato vita a un sit-in di sensibilizzazione e alla raccolta di firme per una petizione rivolta al sindaco Walter Veltroni al fine di avviare iniziative di miglioramento della qualità della vita nella zona e per aprire un tavolo di confronto tra Comune, Municipio e cittadini per «risolvere i problemi della sicurezza, del traffico e del commercio che rischiano di penalizzare l’intero quartiere». A partecipare al sit-in, che prevede anche la serrata di protesta per i negozi di via La Spezia, anche il consigliere comunale di An Luca Gramazio e il consigliere del Municipio IX Fabrizio Vincenzi. «Chiediamo diversi accorgimenti per la sicurezza della via - spiegano i commercianti - come ad esempio una cantierizzazione a pannelli trasparenti, visto che diversi negozi sono già stati svaligiati e oggetto di aggressioni, oppure una vigilanza, anche notturna, fatta da metronotte». «Questa non è una protesta contro la realizzazione di un’opera importante e indispensabile come la metro C - ha spiegato Gramazio - ma è finalizzata a evitare che intere famiglie rimangano senza lavoro per la mancanza di una seria programmazione da parte del Comune. Basterebbero solo alcuni accorgimenti indispensabili e facilmente realizzabili per agevolare per esempio la individuazione degli orari di scarico e carico merci, nonché per definire meglio la questione dei parcheggi per i residenti, e la sicurezza per i pedoni completamente spaesati davanti agli attraversamenti non segnalati adeguatamente e per la scarsa illuminazione del quartiere». «È spiacevole constatare – conclude l’esponente di An - come l’incontro di un mese fa tra l’assessore alla Mobilità Mauro Calamante e i cittadini, per altro tenutosi all’interno di una sede non istituzionale bensì in una sezione dei Ds della zona, non abbia portato a casa i frutti sperati. Probabilmente perché alle parole come al solito non sono seguiti, almeno per ora, fatti e garanzie certe».