Lo Spezia si gode la vittoria e vuole il nuovo stadio

Dopo la bella vittoria sabato scorso con l'Arezzo non c'è tempo per gustarsi i tre punti, subito a lavorare perché il prossimo sabato, ancora una volta in casa, lo Spezia deve affrontare un altro ostacolo nella sua lotta per restate in B, questa volta contro il Bari. E mister Soda è conscio che deve battere il suo Bari, che al Picco non gioca dal 29 ottobre 1950 in campionato, per poi mettersi lì fare qualche calcolo. Perché Antonio Soda, e con lui tuta la squadra, hanno capito che ora si deve ragionare gara per gara, cercando di non pensare a quel turno in più che verrà smaltito il 17 aprile, ad 8 giornate dalla fine, quindi a giochi già pesanti. «Noi non abbiamo una tabella in testa, giochiamo gara per gara; consci che questa serie B è durissima e che Arezzo e Pescara che sembrano spacciate possono già domenica far punti importanti - ha spiegato il mister -. Dopo la gara con il Bari, vediamo come sarà la classifica, ma fino alla fine ci sarà da lottare». Contro i pugliesi difesa tutta da inventare, con Pecorari e Giuliano squalificati ed Addona alle prese ancora con uno stiramento al collaterale del ginocchio, che difficilmente ce la farà. «Noi non possiamo evitare questi infortuni a volte,viste le condizioni dei terreni sui quali ci prepariamo», si sono lamentati allenatore e giocatori dopo che il difensore si è infortunato proprio durante la preparazione settimanale. Proprio in questi giorni intanto si parla del futuro della struttura sportiva che ospita le partite dello Spezia. Il presidente Giuseppe Ruggieri ha avuto un lungo colloquio a palazzo civico con il sindaco Giorgio Pagano. Il tema è scontato: il Picco difficilmente avrà una tribuna nuova, ma sembra concretizzarsi la volontà dell'amministrazione nel dare la possibilità allo Spezia di avere, in città, un centro sportivo adatto. Il Ferdeghini, l'altro grande campo spezzino, sembra non sia malato terminale, così ora si dovrà sviluppare un piano, a tempo di record, per dare un futuro alla struttura. Il Comune non ha però soldi, «ma con questo spirito si può costruire» commenta Ruggieri. E forse c'è anche uno sponsor. Potrebbero essere convogliati in opere pubbliche di interesse sociale (un centro polifunzionale per lo sport) parte dei 47 milioni di euro che la Fondazione Carispe riceve per la cessione delle quote a CariFirenze.