Lo Spezia a Torino per un miracolo I giocatori: «Non ci sentiamo retrocessi»

da La Spezia

Ultima possibilità per lo Spezia che a Torino contro la Juventus deve credere ad un vero e proprio miracolo. Intanto però è frattura tra il presidente Ruggieri ed i giocatori. Con una lettera infatti gli atleti ribattono alle critiche del patron.
«Tutti i giocatori dello Spezia calcio intendono segnalare - scrivono nella lettera aperta - che la squadra è conscia ed unita nell'assumersi le proprie responsabilità per la mancanza di risultati avuta fino ad ora. La stessa si sente offesa e delusa dalle dichiarazioni del presidente. Siamo stati accusati di essere mercenari, una cosa che riteniamo abbastanza contraddittoria, in quanto per l'enormità del premio stabilito dalla società, avremmo dovuto vincere di riflesso. Evidentemente abbiamo problemi diversi, legati a lacune tecnico-tattiche. La squadra dopo la partita di Modena ha avuto un confronto con i vertici societari, nel quale ha espresso le sue difficoltà e le problematiche, ma non ha mai, e sottolineiamo mai, ricattato nessuno. La squadra, oltre a dispiacersi di non poter raggiungere gli obiettivi prefissati, deve sopportare anche l'accusa di non essere composta di uomini, senza dignità. Poiché viene dato per scontato che, nel calcio italiano, se una squadra non consegue i risultati sperati, ciò è dovuto al fatto di non essere attaccati alla maglia, di non aver rispetto per i tifosi, di essere divisi al suo interno e di giocare contro l'allenatore. La squadra non si sente già retrocessa e si stà preparando alla partita nel modo in cui ha preparato tutte le altre e se può ancora meglio vista l'importanza della posta in palio, sicura del proprio dovere, al di là di quello che sarà il risultato».
Di tutta risposta il presidente non si muove di una virgola ed annuncia: «prendo atto della lettera, ma non sono d'accordo con quanto detto dai giocatori, comunque hanno l'ultima possibilità di convincermi che mi sono sbagliato».