In spiaggia scatta la caccia all’evasore

Attenti a quanto e come spendete in vacanza. Iscriversi al club velico di prestigio, infatti, può far drizzare le orecchie agli ispettori del Fisco che in questi giorni stanno scandagliando le principali località turistiche della Penisola. Basta un incrocio di dati e il signor Rossi, che piange miseria nella dichiarazione dei redditi, viene stanato se spende dieci mila euro per provare l’ebbrezza della vela.
Ma la spia per il Fisco può emergere anche dal lettino che si affitta in Maremma per l’intera stagione. Se costa cento euro al giorno, qualcosa significa. Oppure se ti iscrivi al club del golf nel Tigullio. Oppure ancora, se te ne vai ai Caraibi con famiglia sganciando un ventimila euro senza batter ciglio. Quasi scontati i controlli per chi noleggia le barche. Se lo fai, sei ricco, altrimenti non te lo puoi permettere.
I segnali da raccogliere d’estate son davvero tanti. Rientrano nei controlli degli accertamenti sintetici. E colpiscono nel segno. Basta verificare, per esempio, perché il signor Bianchi, che ha dichiarato al Fisco 40 mila euro, abbia noleggiato una barca da 15 metri per un mese. E il gioco è fatto. Ma non solo le barche possono mettere nell'angolo i ricconi agostani. Ci sono i bagni, per esempio. Chi può affittare, come al Lido di Venezia una «capanna» a 10 mila euro a stagione? Oppure chi può utilizzare i bagno con gazebo e cameriere a Forte dei marmi che costa in media cento euro al giorno? Gli agenti del Fisco li chiamano «i profili a rischio» perché i conti delle spese sostenute in ferie da certi contribuenti, non tornano con quelle dichiarate al Fisco. Il paniere a cui attinge l'Erario è estremamente variegato. Comprende, per esempio, l’acquisto di pacchetti di viaggio da agenzie e tour operator, il noleggio di cabine, lettini e ombrelloni, l’affitto di posti barca per l’ormeggio, la frequenza di corsi di vela e sub.
Insomma, solo gli evasori davvero furbi evitano il rischio. Gli altri finiranno nella rete del Fisco. Che a dire il vero, nei primi sette mesi ha incassato un bel bottino. Sono stati effettuati 12.399 controlli per una maggior imposta accertata di quasi 184milioni di euro. E manca ancora agosto, Che si prospetta un mese piuttosto ricco. Non solo per il setaccio dei «finti poveri» in ferie.
Nel mirino degli ispettori c’è di tutto. Esercenti, discoteche, stabilimenti balneari, ristoranti, night club. Le aree finite nel mirino sono le principali mete turistiche italiane, dalla riviera adriatica alla costiera marchigiana, dalla Sardegna, alla Liguria, dalla Toscana, al Lazio e alla costiera amalfitana.
Fino ad ora la medaglia del finto povero se l’è aggiudicata uno stabilimento di Cervia che aveva dichiarato un attivo di 411 euro mentre il Fisco gliene ha accertati 36 mila. Gli fa concorrenza il gestore di un lido campano: dichiarava più incassi in autunno che in estate. A Napoli, invece, un hotel all black, affittava camere senza mai emettere fatture né ricevute. Reddito zero anche per diversi bar e ristoranti romagnoli, cui le Entrate di Ravenna hanno contestato in totale circa 1,5 milioni di euro di imposte evase. Decine di locali notturni, invece, dichiaravano falsi conti in rosso, non emettevano regolarmente i biglietti di ingresso e impiegavano lavoratori irregolari.
Nelle Marche e in Campania enti non profit sono in realtà circoli esclusivi e approdi di lusso, dichiarano di offrire servizi soltanto ai soci, ma in realtà gestiscono vere e proprie attività commerciali, soprattutto bar e ristoranti, aperte al pubblico e talvolta pubblicizzate addirittura su Internet. A La Spezia, un club abbinava all’attività del gioco del calcio quella del rimessaggio di barche, affittando spazi a clienti non soci. Sul litorale laziale, sono al vaglio i posti barca che arrivano fino a 200 mila euro. Mentre in Sardegna gli ispettori sono a caccia di evasori che non rilasciano scontrini e ricevute, dichiarano al Fisco dati sottostimati per gli studi di settore e assumono personale in nero.
Movida più movimentata del solito nelle discoteche di Veneto, Lazio e della Romagna. Qui il tour agostano degli ispettori del Fisco ha messo sotto torchio decine di locali notturni, che dichiaravano falsi conti in rosso, non emettevano regolarmente i biglietti di ingresso e impiegavano lavoratori irregolari.