La spiaggia tricolore di Sharm rischia di chiudere

Le partenze per Sharm El Sheikh sono annullate. Federviaggio le ha bloccate domenica, Alpitour, maggiore tour operator d’Italia, le ha bloccate ieri. Astoi, invece, sta valutando il blocco totale verso l’intero Egitto, incluse le destinazioni del Mar Rosso. Così, gli italiani che si illudevano di poter stare a mollo tra pesci tropicali potranno solo sognare. Oppure cambiare meta e preferire altro genere di fauna acquatica, come quella dei Caraibi. I tour operator aderenti a Federviaggio, per esempio, offrono proposte allettanti: «Con una differenza di prezzo minima (un paio di centinaia di euro) diamo la possibilità ai nostri clienti di raggiungere mete come Santo Domingo o Cuba - spiega il direttore Alberto Corti - E a chi fosse passata la voglia di partire può tenere questa somma come acconto sul prossimo viaggio che intende fare a cui si aggiunge un margine di sconto». Anche Alpitour ha «ampliato le disponibilità» su località alternative e, chi avesse una prenotazione per qualunque destinazione nel Paese nordafricano, «può cambiare località senza pagare alcuna penale». Del resto, anche Mauro Zanini di Federconsumatori conferma che a norma di legge «non deve esserci alcuna penale a carico dei turisti, dal momento che la mancata partenza è un evento dovuto a causa di forza maggiore e quindi i turisti possono recedere dal contratto».
La tutela dei turisti è blindata dunque, meno quella del settore turistico italiano che lavora sul Mar Rosso. «Il settore perde ben otto milioni di euro a settimana – precisa Corti - e se continua il blocco dei viaggi, la perdita crescerà, con l’avvicinarsi del periodo pasquale, di 10 o 15 milioni a settimana».
La crisi egiziana, dunque, ha pesanti ripercussioni anche sull’economia del nostro paese. E molti operatori si augurano che la situazione politica si stabilizzi quanto prima, perché il mar Rosso assorbe il 90% del flusso turistico italiano che sceglie l’Egitto. L’esercito degli otto mila turisti fino a qualche giorno fa presenti nel Paese africano continua ad assottigliarsi, ma nessuno vuol fare il catastrofista. A cominciare dal ministro Franco Frattini che ieri ha confermato una situazione tranquilla a Sharm El Sheikh. «Certo, la presenza di carri armati impressiona, ma è proprio lì per evitare che ci siano atti di violenza e disordini nelle strade». E in attesa delle prossime mosse politiche, il nostro Paese pensa ai connazionali da rimpatriare. Alitalia, in coordinamento con il ministero degli Affari Esteri, ha provveduto ad aumentare la capacità dei voli, operando i collegamenti su Roma con Airbus A321 da 200 posti, in luogo dei più piccoli A320. A tutti i passeggeri dei voli da e per l’Egitto coinvolti dalle modifiche è comunque garantito il rimborso totale del biglietto, in caso di rinuncia, o la possibilità di cambiare la prenotazione o l’itinerario del volo entro il 5 febbraio.