Spiata per anni la vita privata del leader «rosso» Oskar Lafontaine

BerlinoIl mondo politico tedesco negli ultimi tempi è diventato estremamente tollerante. Tanto che non fa più scandalo se il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, è dichiaratamente omosessuale o se il borgomastro di Berlino, Klaus Wowereit, anche lui gay, interviene alle cerimonie pubbliche con a fianco la sua dolce metà, un noto neurologo. Ma nonostante queste aperture, più o meno discutibili, c’è un’antica e cattiva abitudine che non è cambiata nel mondo politico tedesco (e per la verità non solo in quello tedesco). L’abitudine di sguinzagliare detective privati o veri e propri agenti dei servizi per frugare nella vita intima degli avversari nella speranza di scoprire fatti e fatterelli piccanti da utilizzare poi sul terreno della lotta politica.
La vittima più celebre fu il grande Willy Brandt, la cui incontrollabile passione per il gentil sesso fu doppiamente spiata: dagli agenti della Ddr e dai servizi di Bonn manovrati dai suoi avversari politici che si servirono del materiale raccolto per obbligarlo ad abbandonare la poltrona di Cancelliere.
Da allora molto tempo è passato ma il vizio è rimasto. L’ultima vittima illustre è Oskar Lafontaine, uno degli astri della scena politica tedesca ma anche un personaggio che dà fastidio a molti. Da quando Oskar il Rosso, così soprannominato per le sue posizioni di estrema sinistra, ha fondato insieme ai post comunisti della ex Ddr un suo partito, Die Linke, ha sottratto ai socialdemocratici quasi un terzo dei loro elettori sconvolgendo il tradizionale quadro politico della Germania. Un successo dovuto in gran parte alle sue indiscutibili doti di leader e anche al suo talento di demagogo. Insomma ce n’è abbastanza perché qualche suo avversario sia stato tentato di frugare nella sua vita privata. Secondo il settimanale Focus dal 2007 ben quattro agenzie di detective sarebbero state alle calcagna di Lafontaine per scoprire eventuali aspetti piccanti. E qualcosa avrebbero trovato: la conferma di una relazione segreta tra Oskar il Rosso e una eurodeputata del suo partito, Sahra Wagenknecht. Bella donna, sui 40, metà tedesca e metà iraniana, la Wagenknecht è un personaggio di spicco nell’estrema sinistra tedesca ed è soprannominata la nuova Rosa Luxemburg perché è la massima esponente dell’ala che rimpiange la Ddr. Focus rivela anche alcuni particolari raccolti dai detective. Una sera Lafontaine era in un ristorante berlinese quando suona il suo cellulare: è la Wagenknecht che chiama per segnalare che sta arrivando all’aeroporto di Berlino da Bruxelles. I detective, che hanno intercettato la telefonata, si precipitano all’aeroporto, seguono gli spostamenti dell’eurodeputata e scoprono che si reca in un’abitazione in un quartiere periferico dove ad attenderla c’è Lafontaine. E insieme Oskar il Rosso e la nuova Rosa Luxemburg trascorrono la notte.
In realtà nulla di scandaloso, se non fosse per il fatto che Lafontaine ha sempre negato di avere una relazione con la bella eurodeputata quando i giornali ne avevano parlato. Insomma avrebbe detto una bugia e nel mondo politico tedesco, pur così tollerante su tanti fronti, la bugia è un peccato grave e potrebbe avere conseguenze sul suo futuro.