Spiavano i computer della Procura Militari e cancelliere in manette

Nuovo filone a Milano: 4 arresti per accesso abusivo ai sistemi informatici e compravendita di dati sensibili. Perquisito un carabiniere che indaga su Telecom

Enrico Lagattolla

da Milano

Un flusso costante di informazioni in uscita dai terminali «sensibili». Una compravendita quasi quotidiana di dati riservati dell’Anagrafe tributaria, del Rege (il registro generale dei delitti denunciati alla Procura), dello Sdi (il terminale delle forze dell’ordine), girati poi a un investigatore privato. Migliaia di accessi dall’inizio dell’anno, un sistema paragonabile (in piccolo) a quello emerso dall’inchiesta sui dossier illegali che vede come principali indagati Tavaroli, Cipriani e Mancini. Ieri, in un’operazione condotta da Fiamme gialle, polizia di Stato, carabinieri e polizia locale, sono state eseguite quattro ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Milano Andrea Pellegrino. In carcere finiscono un vigile urbano e un ex carabiniere ora titolare della «New Global Agency» investigazioni, mentre ai domiciliari sono un agente della Guardia di finanza e la cancelliera del procuratore aggiunto Ferdinando Vitiello. Inoltre, otto tra vigili urbani, carabinieri e agenti di polizia giudiziaria sono indagati. Le accuse a vario titolo sono di accesso abusivo a sistema informatico e telematico, rivelazione di segreto d’ufficio, falso ideologico, e concorso in corruzione.
Le indagini, iniziate a gennaio di quest’anno e coordinate dal pubblico ministero Tiziana Siciliano, hanno fatto emergere «una fitta trama di informazioni illegali - spiegano gli inquirenti -, indebite intrusioni nella vita privata di cittadini, consultazione abusiva di registri informatici riservati da parte di personale amministrativo della Procura e appartenenti a Forze dell’Ordine». Qualche decina di euro a informazione, qualcosa di più (orologi, cellulari, computer, punti della patente restituiti) per ottenere «favori» più complessi, dalla cancellazione di una sanzione amministrativa relativa a violazioni anche gravi al Codice della strada alla «soffiata» su procedimenti penali e indagini in corso.
Tra le persone perquisite compare anche uno degli investigatori impegnato nelle indagini sull’affaire Telecom (anche se le due inchieste sono del tutto indipendenti), un carabiniere del Nucleo operativo di Milano ora indagato per violazione di sistema informatico e divulgazione di segreto d’ufficio. Nel fascicolo della Siciliano, inoltre, compaiono i nomi di altri sette tra carabinieri, vigili urbani, agenti di polizia giudiziaria coinvolti nel sistema degli accessi abusivi. «Collettori - li definiscono gli inquirenti - delle più varie richieste di informazioni riservate, in grado di soddisfare le esigenze “investigative”, provenienti principalmente da parte di altre agenzie di investigazioni private, mediante una vasta rete di conoscenze, soprattutto in ambienti amministrativi, istituzionali e giudiziari».
Vertice apparente di questa catena di informazioni sarebbe J.C., ex carabiniere e titolare dell’agenzia di investigazioni «New Global Agency», già canditato alle comunali di Milano del 2006 nelle liste di Alternativa sociale. La stessa lista che, secondo la Procura di Roma, sarebbe stata oggetto di spionaggio politico in occasione delle ultime elezioni regionali del Lazio. Alla base della piramide, invece, coloro che avevano accesso ai terminali «sensibili»: la cancelliera della Procura di Milano (la cui password, fino a poco tempo fa, non aveva alcuna limitazione dentro il Palazzo di giustizia), arrestata al quarto piano del Tribunale dopo una mattinata di lavoro, il finanziere, e il vigile urbano. Ma - è il sospetto degli inquirenti - la pratica potrebbe essere molto più diffusa. Con nuove complicità che a breve potrebbero essere formalizzate nel fascicolo del pm Siciliano, e che potrebbero coinvolgere anche i committenti di queste «intrusioni». La «New Global», infatti, avrebbe girato i dati acquisiti illegalmente ad altre agenzie investigative, alimentando una sorta di archivio trasversale a disposizione di possibili acquirenti. Dossier che - a seconda delle esigenze - possono acquisire valore sul «mercato» delle informazioni riservate.