Spiazzati da Beckham

Adesso la patata bollente è tra le mani dei Los Angeles Galaxy: spetta a loro dover dire sì o no. Prima di vedere i titoli di coda sull’affaire Beckham, allora, ci vorrà ancora qualche giorno. Beckham ha esternato il suo volere, il Milan altrettanto, adesso non resta altro che aspettare il volere dei Los Angeles Galaxy.
Dici Los Angeles Galaxy, leggi il magnate statunitense Philip Anschutz, il primo a credere che portare l’inglese negli States sarebbe stata la scintilla giusta per rilanciare il «soccer» oltreoceano. A lui spetterà l’ultima parola, con buona pace di Bruce Arena, allenatore e general manager dei Galaxy, che anche ieri ha voluto ribadire la propria fermezza sulla faccenda: «Non credo sia appropriato che i più grandi club del mondo facciano commenti senza averci contattato, onoreremo gli accordi per i prestiti, e faremo tutto ciò che è opportuno».
Proseguono intatto i colloqui a Los Angeles tra i legali dell’inglese e il club: Beckham, il cui contratto da 32,5 milioni di dollari con i Galaxy scade nel 2011, vorrebbe essere ceduto fin da subito a titolo definitivo. Allo stato attuale delle cose, i Galaxy si trovano davanti a un bivio che porta a un unico punto d’arrivo: prima o poi dovranno dire bye bye all’inglese. Sta a loro decidere la strada da percorrere. Lasciarlo libero immediatamente, cercando di raggranellare qualche soldo e, perché no, una partnership tecnico-commerciale con i rossoneri, oppure tenere con la forza Beckham per un’altra estate per poi vederselo sfuggire - gratuitamente, grazie a una clausola inserita nel contratto che gli permetterebbe di svincolarsi in anticipo - alla data del 31 ottobre. È questo quanto hanno ribadito anche ieri i legali dell’inglese al club statunitense: il Milan vuole Beckham e Beckham vuole il Milan. Punto, da questa situazione non ci si smuove di un solo millimetro. In aggiunta ci sarebbe anche il benestare della moglie Victoria, data in trattative per condurre un reality musicale in Inghilterra - si parla della versione anglosassone di “X-factor” - e quindi favorevole a un ritorno in Europa.
Anche negli States la questione tiene banco. «I Galaxy non dovrebbero lasciarsi sfuggire quest’occasione - rilancia dalle pagine online di Sports Illustrated Jonah Freedman, uno dei commentatori più autorevoli del soccer made in Usa - e potrebbero domandare al Milan Ronaldinho, e una partnership economica e d’immagine». Fantascienza l’ipotesi di uno scambio col brasiliano, più percorribile la seconda ipotesi. Fantascientifiche anche le cifre circolate in questi giorni, 15 milioni di euro che il Milan avrebbe pronti da versare nelle casse dei Galaxy: in verità il budget è ben più modesto, non più di 2-3 milioni di euro.
Intrecciata alla vicenda, poi, da segnalare le parole del numero uno dell’Uefa Michel Platini: «Il mio problema non è Beckham - spiega il francese -, ma è il Milan che acquista un giocatore per tre mesi. Perché allora non acquistare un giocatore per una partita o per una finale? Per una finale allora se ne potrebbero acquistare anche cinque. È una situazione che dobbiamo valutare».
Una situazione intricata che si può esemplificare più o meno così. Prendete una bilancia a due piatti. Da una parte metteteci la ferma volontà di David Beckham di accasarsi a Milanello e la gioia del Milan che l’accoglierebbe a braccia aperte. Dall’altra la resistenza dei Los Angeles Galaxy che non vogliono comunque privarsi anzitempo del loro giocatore simbolo. Ecco: dove pende di più la bilancia? Entro l’8 marzo lo scopriremo.