Spice Girls, un grande ritorno

L’annuncio ieri a Londra. Ciascuna delle 5 cantanti ha firmato un contratto da 15 milioni di dollari. Tournée mondiale tra dicembre e gennaio

Londra - Ritornano le Spice Girls (guarda la fotogallery). Le cinque ragazze inglesi (Ginger, Sporty, Scary, Posh e Baby Spice) hanno annunciato ieri che la band si è riformata dopo il divorzio del 2001 e che partirà per un breve tour mondiale tra dicembre e gennaio. Le città coinvolte saranno Los Angeles, Las Vegas, New York, Londra, Colonia, Madrid, Pechino, Hong Kong, Sydney, Città del Capo e Buenos Aires. «C’è una bella atmosfera fra noi in questo ritorno - ha detto Melanie Chisholm, la Sporty Spice, 33 anni -. Vogliamo ringraziare tutti i nostri fan, ci sembra giusto farlo». Intanto hanno iniziato a farlo organizzando una conferenza stampa a Londra alla quale si sono presentate tutte in splendida forma, compresa Emma Bunton, la Baby Spice, che è in stato di avanzata gravidanza. Perciò il gruppo non potrà esibirsi al grande concerto organizzato per domenica allo stadio di Wembley in memoria di Lady Diana, al quale parteciperà tra gli altri anche Elton John.

Per questa tanto chiacchierata reunion (ma chissà quanto attesa), le Spice Girls hanno firmato un contratto da 15 milioni di dollari ciascuna, con grandi benefici quali l’utilizzo di aerei privati per trasportare anche le famiglie. La più restia ad accettare è stata Melanie Chisholm, che si è rifatta una carriera da sola col nome di Melanie C. «Ma una ragazza può cambiare idea, no?», ha scherzato. Per Geri, «è una cosa che celebra il passato, il nostro divertimento a stare insieme, i nostri fan. Era il momento giusto, ora o mai più».
Le Spice Girls si formarono nel 1994 grazie a una inserzione sulla rivista The stage che chiedeva: «Hai un’età compresa tra i 18 e i 23 anni e sai cantare/ballare? Sei dinamica, ambiziosa e determinata?». da quel momento è iniziato a esplodere un fenomeno che poi ne ha trascinato dietro altri, tutti compresi sotto la generica dicitura «girl power». La band, che ha venduto circa 20 milioni di album, è esplosa grazie al singolo Wannabe, autentica perla di strategia commerciale e furbizia compositiva. Poi nel 1998 Geri Halliwell decise di lasciare il gruppo che si sciolse definitivamente nel 2001.

Ora torna in pista. Il problema è ora individuare a quale pubblico si rivolga questa band che negli anni ’90 ha rappresentato al suo massimo il fenomeno delle boy band destinata a un consumo usa e getta del tutto svincolato da ogni risvolto contenutistico o musicale. Da allora i loro fans sono cresciuti ma probabilmente rimangono l’obiettivo commerciale di questa riunione. A differenza dei Take That, altra boy band simbolica degli anni ’90 che si è riformata un paio di anni fa pubblicando un nuovo album capace di attirare un nuovo tipo di «clientela», le Spice Girls tenteranno soltanto - si presume per unico scopo commerciale - di sfruttare un’altra volta il vecchio pubblico. Lo conferma anche la decisione di pubblicare un greatest hits e non un album di materiale inedito che avrebbe potuto guadagnare nuovi ascoltatori ma, allo stesso tempo, confondere i vecchi. E così torna il «girl power», anche se non si capisce con quali intenzioni. Dopo lo scioglimento delle Spice Girls, ciascuna di loro ha provato a intraprendere una carriera solista con esiti alterni e spesso massacrati dalla stampa. E per loro sembrava iniziata malinconicamente la discesa sul viale del tramonto. Infatti in questo momento la più famosa è Victoria Adams, la moglie di David Beckham appena trasferita negli Stati Uniti al fianco del marito. Un’altra, Melanie Brown è recentemente tornata sulle pagine dei giornali per il figlio avuto dall’attore Eddie Murphy (contro il quale sta portando avanti una causa di affidamento negli Usa).