Spie, primo sberleffo dalla Cia di Obama agli 007 made in Italy

Primo sgarbo della «nuova» Cia voluta da Barack Obama ai suoi interlocutori italiani. Per la prima volta da molto tempo a questa parte, i nostri servizi segreti si sono visti rifiutare dalla centrale di Langley i protocolli aggiornati sul reclutamento degli 007 applicati dal governo Usa. Si tratta di materiale «classificato» (cioè segreto) che però i servizi di intelligence alleati si scambiano abitualmente in modo da rendere le procedure e i criteri di assunzione patrimonio condiviso. Questo non significa che i criteri siano omogenei nei vari Paesi (la Cia recluta le sue «barbe finte» già nei campus universitari) ma contribuisce comunque all’affiatamento di gruppi di spie che a volte si trovano a lavorare negli stessi teatri di guerra. Per questo la decisione americana ha destato un certo sconcerto nei nostri servizi: anche perché non è chiaro quali siano i motivi dell’inatteso diniego.