Spielberg-Lucas, scommessa stellare

Trent'anni fa, George Lucas, il regista della saga di "Guerre Stellari" era deluso dal risultato del suo film al punto da proporre al collega e rivale Steven Spielberg il 2,5% degli incassi di "Star Wars" in cambio del 2,5% di quelli di "Incontri ravvicinati del terzo tipo". E ancora oggi paga lo scotto di quella scommessa

Los Angeles - Promessa stellare quella che lega i due registi americani Steven Spielberg e George Lucas. A distanza di trent’anni dall’uscita nelle sale di "Guerre Stellari", Spielberg si gode ancora i frutti di una scommessa con il suo amico e rivale George Lucas, che ha firmato i sei episodi di quello che è considerato un vero e proprio capolavoro della fantascienza sul grande schermo.

I dubbi di Lucas A raccontare il retroscena della singolare scommessa è stato lo stesso Spielberg, che stava lavorando a "Incontri ravvicinati del terzo tipo" mentre Lucas era sul set di "Star Wars": "George era sull’orlo di un esaurimento nervoso appena finito di girare Guerre Stellari. Gli sembrava che il risultato finale non coincidesse affatto con il suo progetto iniziale. Credeva di aver fatto un film per ragazzini".

Lo scambio "Venne in Alabama - prosegue Spielberg - dove stavo girando Incontri ravvicinati. Mi raggiunse su questo set immenso e rimase con me per un paio di giorni. Diceva 'Oh mio Dio, il tuo film avrà molto più successo di Star Wars. Sarà il trionfo più grande di sempre'". Fu così che Lucas propose a Spielberg uno scambio: "Io ti dò il 2,5% degli incassi di Star Wars se tu mi dai il 2,5% degli incassi di Incontri ravvicinati del terzo tipo". Spielberg accettò. "E credo di aver vinto la scommessa - commenta il regista - Incontri ravvicinati ha fatto un bel pò di soldi, e ha salvato la Columbia dal fallimento. È stato l’incasso più grande che avessi mai realizzato, ma poi tutto è finito lì. Guerre Stellari invece è diventato un fenomeno e sono stato ben contento di aver stretto quel patto, perché ne sto vedendo i frutti a tutt’oggi...".