Spielberg-Lucas stupiscono con effetti speciali

da Cannes

Dal primo film della serie di Indiana Jones sono passati ventisette anni; dal terzo, diciannove. Ieri al Festival di Cannes il sodalizio fra George Lucas (produttore esecutivo e co-sceneggiatore) e Steven Spielberg (regista) ha presentato la quarta puntata, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (in Italia uscirà venerdì prossimo). Si penserà generalmente che sia stato Spielberg a volere il film, ma non è così: anzi, aveva cancellato dai ricordi le puntate precedenti e ha dovuto rivedere quei film per concentrarsi su come continuarli e innovarli.
È stato invece Harrison Ford - oggi a corto di ruoli di spicco, causa l'età - a volere un altro seguito. Spielberg gli opponeva che, alla fine dell’Ultima crociata, Indiana Jones s’allontanava a cavallo verso il sole del tramonto. Coriaceo, Ford insisteva con Spielberg: «Verso il sole, non verso un crepaccio!». Insisteva con Spielberg perché la suddivisione dei poteri con Lucas dava a Spielberg i poteri sulla realizzazione. Ma nella sceneggiatura è prevalsa la visione Lucas, con la scelta fantascientifica del finale e con vari episodi del suo inizio, che sono la parte più briosa e originale del film. Anche il lato «educativo» di Indiana Jones è tipico di Lucas. Ed è stato Lucas il più netto assertore che la quarta puntata è la migliore, giudizio non condiviso da chi alle precedenti era affezionato. La giornalista francese Adélaide de Clérmont-Tonnerre ha detto dopo la proiezione di ieri: «I predatori dell'arca perduta è il primo film che ho visto al cinema da bambina e mi è caro. Qui non ne ho ritrovato lo spirito: non c’è più storia, non c’è più recitazione».
Il film diretto da Spielberg è un film pensato da Lucas. Del resto è stato lui la «matrice» del progetto Indiana Jones. Spielberg, il quale ha fatto il primo Indiana Jones e i seguiti per esigenze soprattutto commerciali, dopo aver fallito nell'acquisto dei diritti per la serie di 007, della quale gli resterà più tardi solo una non memorabile interpretazione di Sean Connery nel ruolo di padre di Indiana Jones. Inoltre Lucas è regista «visivo», anziché di attori. E qui gli attori hanno veramente molto da saltare e generalmente da dimenarsi, ma ben poco da dire. Mai come al Regno del teschio di cristallo potrebbe applicarsi lo slogan: «Potevamo stupirvi con gli effetti speciali: l’abbiamo fatto!».