Spike Lee: «La mia sfida girare un film in italiano»

«L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema fa solo da sfondo» Nel cast Favino e la Cervi

da Roma

San Gennaro ha appena operato il suo miracolo, a Napoli e adesso tocca a Sant’Anna, evocata nel titolo americano del prossimo film di Spike Lee, Miracle at St. Anna, presentato ieri dall’artista afroamericano. Prima dell’estate, già si era dato l’annuncio di questa pellicola, ispirata all’omonimo romanzo di James McBride (edito da Rizzoli), che narra le imprese di un gruppo di soldati neri americani, impegnati sulla linea gotica alla fine della Seconda guerra mondiale. Nell’intreccio, centrale risulta il ruolo di Sant’Anna di Stazzema, località della Lucchesia in cui, il 12 agosto del 1944, fu consumato l’ eccidio nazista, passato alla storia per la sua efferatezza. «Il mio, tuttavia, non è un film sull’eccidio, bensì una storia epica solamente, che per cornice ha il luogo del massacro», ha puntualizzato Lee, accompagnato dal cast italiano dell’erigendo film (costo: quarantacinque milioni di dollari).
Tra gli attori nostrani (attese ancora le nomine degli interpreti Usa e tedeschi, i quali reciteranno nelle loro rispettive lingue) spiccano Pierfrancesco Favino, Omero Antonutti, Valentina Cervi, Lydia Biondi e Sergio Albelli. «Mi sono meravigliato, quando gli attori si sono presentati al provino, conoscendo le loro parti alla perfezione! Una cosa che, in America, non succede mai», ha commentato Spike, parlando del suo «miracolo stazzemese» come di «una sfida». «Anche perché si tratta del mio primo film, girato in una lingua straniera. Per prepararmi, ho fatto una overdose di film bellici. Ho visto film neorealisti come Miracolo a Milano e La ciociara, ma anche il più recente Salvate il soldato Ryan. Quando si gira, infatti, occorre ritornare studenti, rimettersi a fare ricerche», ha osservato il regista, che inizierà a girare il 15 ottobre, tra Roma e la Toscana. A produrre Miracle at St. Anna sarà la On my Own di Roberto Cicutto e Luigi Musini, in collaborazione con la 40 Acres and a Mule Filmworks, di proprietà dello stesso Spike Lee e con Rai Cinema.
E come accade solo sullo schermo,stavolta si realizza un antico sogno di Pierfrancesco Favino. «Erano anni che dicevo: vorrei fare un film con Spike Lee». E adesso che la cosa si avvera, i miei amici non i credono: si scriva, per favore, che ho visto la partita della Roma insieme a Spike e che presto sarò diretto da lui in persona», ha scherzato il bravo interprete del Bartali televisivo, visibilmente emozionato. «A volte i miracoli si avverano sul serio. E poi Lee è un regista democratico, che mi piace molto per il modo in cui sa raccontare il mondo femminile», ha aggiunto Valentina Cervi, reticente sul ruolo assegnatole. Pare, intanto, che nel cast italiano dovrebbe entrare anche Agnese Nano, la delicata interprete della soap Incantesimo. Per la cronaca, ammontano a oltre duemila le lettere dei reduci (piene di ricordi e dettagli) arrivate, quest’estate, nelle redazioni, sulle vicende stazzemesi.