Lo spillo Filiali d'affari

Il gioco dei commentatori e degli analisti delle cose bancarie è quello
di capire da che parte venga l’inserimento di Marco Morelli all’interno
del corpaccione florido di Intesa Sanpaolo, con il ruolo super di
direttore generale, in condominio con Gaetano Miccichè

Il gioco dei commentatori e degli analisti delle cose bancarie è quello di capire da che parte venga l’inserimento di Marco Morelli all’interno del corpaccione florido di Intesa Sanpaolo, con il ruolo super di direttore generale, in condominio con Gaetano Miccichè. Insomma Morelli da Siena, ma sarebbe meglio dire dai Parioli, da quale cappello è uscito? Esercitarsi nel non detto su una banca che ha scelto una governance duale per dire tutto fa parte del gioco. Una domanda semplice semplice, da giornalisti che per un secondo smettono i soliti panni gossippari, vorremmo farla. Come mai si è scelto di piazzare un bancario che non ha mai visto una filiale in vita sua (si esagera, ovviamente) alla guida del retail della più importante banca retail italiana? Per carità Morelli è un ottimo manager. Ma d’affari: sin dai tempi della Centrale del Latte di Roma venduta a Cragnotti per conto del sindaco Rutelli, fino al ruolo di prestigio in Jp Morgan, alla presidenza della Hopa scassata dai bresciani, e infine la guida della merchant bank del Mps. Un curriculum di tutto rispetto: molto simile, senza volere togliere niente a nessuno, al secondo direttore generale di Intesa nominato proprio ieri, Gaetano Miccichè. Ecco sembra un doppione. Solo che uno dei due si dovrà occupare del cuore del gruppo Intesa: le filiali, il rapporto con la clientela da 5mila euro, i costi dei mutui per la prima casa e così via. Ps. Ovviamente il futuro ci potrà dire di come questa scelta più che politica si rivelerà azzeccata. E tutti vivremo felici e contenti.
Nicola Porro