Spinelli tagliati col crack in Brianza

Stanno migliorando le condizioni del giovane paralizzato dopo aver fumato una canna

Le condizioni del giovane diciassettenne di Muggiò, migliorano. Lentamente, ma ieri i medici, anche se con molta cautela, sembrano avanzare ipotesi che lasciano ben sperare. Gabriele, che si trova ora ricoverato all’ospedale di Niguarda, potrebbe guardare al futuro con un certo ottimismo. E lasciarsi alle spalle, quella maledetta sedia a rotelle, che subito dopo il ricovero del 7 giugno, poteva accompagnarlo per tutta la vita. Quello spinello che ha fumato e forse l’alcol che s’è bevuto non lo costringeranno ad una ad un’esistenza triste. Gabriele, dopo aver frequentato tre anni l’Istituto tecnico Enrico Fermi di Desio, ha mollato gli studi per andare a lavorare. «Era molto impegnato- dice il padre – sollevava pesi e può aver subito un danno alla colonna cerebrale. Nessun specialista della struttura sanitaria milanese ha messo in relazione il dramma che stiamo vivendo con l’assunzione di sostanze stupefacenti». In ogni caso Antonio Pizzi, il Procuratore capo della Repubblica di Monza ha aperto un fascicolo contro ignoti ma senza ipotesi di reato . Secondo quanto si è appreso sono state trovate tracce di hashish potenziato: una droga che mescolata a troppo alcol bevuto durante un concerto, potrebbe aver scatenato la paraplegia diffusa che gli ha immobilizzato le gambe e compromesso i movimenti delle mani. «Nei prossimi giorni – aggiunge Antonio Pizzi – sentiremo gli amici e i parenti del ragazzo». Al momento, nessun legame è stato evidenziato con il caso di Dario, lo studente quindicenne di Cusano Milanino che, durante la ricreazione, dopo aver tirato una canna imbottita di cocaina crackata, si è accasciato sul banco. Il micidiale intruglio gli aveva stroncato la vita. A questo punto, il sospetto della Procura è che ci possa essere una partita di droga tagliata male o potenziata chimicamente con cocaina, crack o allucinogeni, sul mercato della Brianza. «Del resto – lancia l’allarme il Procuratore Antonio Pizzi – è quello che chiedono i giovani per cercare sensazioni sempre più esagerate e allo stesso tempo pericolosissime. Non si accontentano più del semplice spinello». Qualche giorno fa al pronto soccorso della struttura ospedaliera di Desio, si è presentato un ragazzo in stato di semicoscienza: ai dottori ha raccontato d’aver tirato una canna. Dopo diverse ore è riuscito a riprendersi ed è stato dimesso.