«Spinello mortale, c’è responsabilità politica»

Dopo la morte di Dario, il quindicenne di Paderno Dugnano trovato senza vita dopo aver fumato uno spinello nei corridoi della scuola, il ministro della Salute guarda con molto più interesse al kit antidroga, il test che il presidente del consiglio di Zona 6 Massimo Girtanner (An) e l’assessore Carla De Albertis hanno deciso di inviare alle famiglie con figli adolescenti. E su cui il sindaco Letizia Moratti ha proposto una sperimentazione. «È una proposta - le parole della Turco - che valuto con un certo interesse. Bisogna fare in modo che si arrivi a un consumo nullo delle droghe, ma per questo servono educazione e formazione. Non certo repressione». Una posizione condivisa dall’assessore Mariolina Moioli. «In sé, da solo, il kit non serve a nulla - assicura l’assessore alla Famiglia -. Prima serve un rapporto tra genitori e figli. Di ascolto, di dialogo e di sostegno reciproco. A quel punto il genitore se ne accorge anche senza kit. Poi, caso mai, ci si può mettere d’accordo in famiglia che il kit è uno strumento d’aiuto». Il giovane morto? «Aspettiamo l’autopsia. Ma il problema della droga è diffuso e molto grave. Occorre agire con azioni incisive sui genitori e sulla scuola». L’appello è al governo. «Ci sono i politici che hanno responsabilità a livello nazionale: lì devono valutare le norme giuridiche all’interno delle quali si inseriscono gli interventi nelle Regioni, nei Comuni, nel privato sociale». E poi un pesantissimo j’accuse. «Cosa si sta facendo invece? Per evitare che ci sia il problema si dice “raddoppiamo la dose” e che le droghe leggere non sono pericolose. Tutte storie». Parole che non convincono il rifondatore comunista Paolo Ferrero. «Considero sbagliata - ribatte il ministro alla Solidarietà sociale - la proposta che arriva da Milano di inviare alle famiglie dei kit antidroga. Credo che il rapporto genitori-figli debba essere basato sulla fiducia e sul dialogo e non sui controlli».
«Contro la droga - ribatte la De Albertis - è giusta la linea dura». E annuncia che ai residenti della Zona 6 (Porta Genova, Barona, Giambellino e Lorenteggio) arriveranno 34mila lettere con il coupon per andare a ritirare il kit antidroga in farmacia. Un test simile a quello di gravidanza con cui scoprire se i figli facciano uso di sostanze stupefacenti. Ma anche una relazione del Centro antiveleni di Niguarda con la spiegazione di effetti e conseguenze dell’uso di sostanze allucinogene. Informazione e ancora informazione. «Per troppi anni - attacca dal Pirellone Silvia Ferretto - gli imprenditori della pubblicità ingannevole hanno bombardato migliaia di giovani con elogi esaltanti alle virtù e agli effetti benefici della cannabis e di altre sostanze psicoattive e con tanto falsi quanto pericolosi messaggi come “le droghe leggere non fanno male nessuno” o “nessuno è mai morto per uno spinello”. Solo oggi, dopo decenni di convinta politica antiproibizionista, qualcuno si sta finalmente rendendo conto delle conseguenze». «I kit antidroga della Moratti sono un primo passo nella direzione giusta - l’appoggio di Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore del Movimento giovani padani. La sinistra, invece, con la teoria della droga libera sbaglia strada».