Spinetta: «Air France non vuol rapinare l’Italia»

«Il gruppo di Cimoli pensi a rimettere a posto i conti e scelga l’hub: o Malpensa o Fiumicino»

Pierluigi Bonora

da Milano

«Non ho l’ambizione di impossessarmi del mercato italiano, non mi appartiene. È però vero che mi interessa, ma non si può andare a rapinare un mercato. Un avvicinamento con Alitalia è possibile a condizione che crei valore per gli azionisti e i dipendenti di Air France-Klm». In un’intervista all’emittente radiofonica Europe 1, il presidente di Air France, Jean-Cyril Spinetta, affronta l’ipotesi di un’alleanza con la compagnia italiana, ma tenendo sempre le debite distanze. «Sono responsabile di 100mila dipendenti - ha puntualizzato - e non intendo imbarcarmi in un progetto assurdo o a prezzo di tagli occupazionali».
Spinetta ha anche ribadito che, per ora, non è stato avviato alcun negoziato. Fondamentale per il numero uno del gruppo francese è, prima di tutto, che Alitalia rimetta in ordine i suoi conti. Allo stesso tempo le due compagnie dovranno condividere un’unica visione strategica e puntare sulle sinergie.
Le dichiarazioni di Spinetta sono arrivate pochi giorni dopo l’annuncio dell’avvio di contatti con Alitalia per esplorare la possibilità di una fusione che facesse uscire la compagnia guidata da Giancarlo Cimoli dalla crisi in cui si sta avvitando. Affermazioni, queste, che avevano fatto pensare che dal vertice di venerdì scorso tra il presidente francese Jacques Chirac e il premier Romano Prodi arrivasse un’accelerazione al progetto. Al contrario, il raffreddamento da parte italiana causato appunto dalle dure condizioni poste da Spinetta (riduzione di flotta, rotte e personale Alitalia), hanno portato il governo a decidere di nominare prima di Natale due advisor, uno finanziario e l’altro industriale, e di far individuare a loro anche eventuali altri possibili partner oltre ad Air France.
Da qui i toni più morbidi usati ieri da Spinetta nell’intervista a Europe 1: se l’accordo andrà in porto il nome Alitalia continuerà a esistere perché «è un marchio prestigioso e conosciuto in tutto il mondo» e poi la compagnia «ha fatto progressi considerevoli per la riduzione dei costi». Spinetta ha comunque invitato Alitalia a uscire dal dubbio e a scegliere quale aeroporto, se Malpensa o Fiumicino, debba diventare l’hub italiano, cioè la piattaforma di corrispondenza aerea. «Il mercato degli affari è soprattutto al Nord - ha ricordato il presidente di Air France - e Roma è la capitale politica. Il centro di gravità dovrà essere in uno dei due aeroporti, non dico che bisogna chiuderne uno, ma è necessario che l’accento venga messo su uno di questi due scali». Oggi, intanto, la parola passa ancora ai mercati dopo che venerdì il titolo Alitalia aveva perso il 2,17% a 0,90 euro. Penalizzata anche Air France (meno 1,1%) che per la possibilità di un’intesa con gli italiani ha subito il taglio del giudizio da parte di Abn Amro.