Spinetta: "Alitalia? Serve l'esorcista"

Il presidente di Air France torna sull'acquisizione sfumata: "Aveva ragione Prato, non ci sono altre strade per salvare la compagnia". Poi sulla vendita: "Nessun contatto, ne restiamo fuori"

Istanbul - "Per Alitalia ci vuole l’esorcista: aveva ragione l’ex presidente Maurizio Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia". Il numero uno di Air France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, commenta così il fallimento del progetto di acquisizione di Alitalia e aggiunge: "Mi dispiace ancora molto". Quanto al nuovo tentativo di cessione avviato dal governo Berlusconi "ne restiamo fuori", afferma Spinetta, con Air France "non c’è stato alcun contatto".  Il presidente di Air France sottolinea di aver vissuto con "molto dispiacere" il fallimento di una operazione sulla cui validità, dice, "ho sempre creduto molto".

Altri problemi Ma ora lo scenario del settore è cambiato ed appare difficile, spiega, riproporre un progetto di integrazione di Alitalia nel gruppo Air France-Klm. "No, ora non ci pensiamo. In questo momento dobbiamo dedicarci ai nostri problemi interni, e in particolare a far fronte agli effetti del prezzo dei carburanti" indica Spinetta a margine dell’assemblea annuale della Iata dove le compagnie di tutto il mondo da oggi si stanno confrontando sulla nuova crisi del settore innescata dai record del petrolio.

Nessun contatto Fallita la trattativa, oggi che si rimette in moto l’iter per la privatizzazione "con l’Italia non c’è stato nessun contatto". Nessun contatto, né con il governo, né con Alitalia né con Banca Intesa, dice Spinetta rispondendo a una domanda sul nuovo tentativo di cessione della compagnia aerea, e di ricerca di un partner, avviato dal governo, con Intesa Sanpaolo che si appresta ad assumere il ruolo di advisor. Dell’esperienza a Roma, rispondendo a una domanda sulla trattativa con i sindacati e sul difficile confronto con la politica, Spinetta dice di non essere sorpreso per le difficoltà incontrate: "Sono di origini italiane - dice - e quella italiana è una realtà che conosco bene".

Il fallimento Perché il progetto è fallito, colpa dei sindacati o della politica? "Non c’è stato un ostacolo in particolare - risponde - è stato tutto veramente molto complesso".