Spingono l’auto, travolti: muore 18enne

Un tamponamento violentissimo. Una Mitsubishi berlina sollevata di peso da una Bmw. Lamiere contorte, puzza di benzina e presagio di tragedia. Mirko Mandra, 18 anni di Novate, ha perso la vita, un coetaneo lotta tra la vita e la morte in un lettino del reparto di rianimazione di Niguarda con una gamba amputata. Le sue condizioni sono gravissime. Altri tre della comitiva sono ricoverati al San Gerardo di Monza. Tutti giovanissimi, tutti amici.
La tragedia, improvvisa ma non imprevedibile. Paderno Dugnano, ore 4.30 di ieri mattina lungo la superstrada Milano-Meda. I ragazzi stavano tornando a casa dopo una serata passata in allegria. Tutto tranquillo, fino all’imprevisto. L’auto per un guasto al motore si ferma pericolosamente in mezzo alla carreggiata. Tre, tra i venti ed i ventidue anni, cercano di mettersi al riparo dal pericolo. Gli altri due spingono l’auto. Si dimenticano di accendereo le quattro frecce d’emergenza. Non indossano il giubbetto catarifrangente. Imprudenze che pagheranno molto caro. Sopraggiunge una Ford Fiesta con due persone: si fermano per cercare di dare una mano. La stessa cosa fanno gli occupanti di un furgone. I mezzi li accostano ai margini della corsia. In mezzo alla statale 36, in direzione verso il capoluogo, c’è sempre la berlina. Arriva la Bmw. Forse il conducente ha il piede troppo pigiato sull’acceleratore. Segni di frenata non ce ne sono.
L’auto di grossa cilindrata scivola sull’asfalto insidioso per la pioggia incessante. Uno schianto terribile trasforma prima in un cinico campo di battaglia e poi in un triste cimitero di una giovane vita spezzata il tratto di strada. Le macchine si accartocciano. L’impatto è violentissimo. Mirko Mandra muore praticamente sul colpo. Una fine straziante. Impossibile consolarsi con la ragionevole speranza che se ne sia andato senza neppure accorgersene. Agli occhi dei primi soccorritori si presenta una scena agghiacciante. Un ragazzo morto, un altro disteso per terra agonizzante. Altri tre con gli abiti inzuppati di sangue, con gli occhi fuori delle orbite. Sconvolti.
Poi intervengono gli agenti della polizia stradale di Milano e quelli del distaccamento di Seregno, i vigili del fuoco di Desio, le ambulanze con i volontari del 118. Sotto la luce delle fotocellule hanno lavorato per tre ore in mezzo alla superstrada ormai chiusa al traffico. In ogni caso sul rapporto dagli agenti, che hanno raccolto diverse testimonianze, non ci sono «si presume». La sequenza dell’incidente è chiara. Doveva essere una notte magica, trascorsa in un locale tra musica assordante e luci psichedeliche. Ormai erano a pochi chilometri dalle loro abitazioni. I genitori li stavano aspettando. Invece, Mirko ha incontrato la morte. Il suo amico della vita rischia di non farcela. Gli altri, una volta dimessi, dopo le cure dei dottori, dovranno invece aspettare tanto tempo per dimenticare. Sempre se riusciranno a dimenticare. Tutto quel sangue. Quella notte finita nel modo peggiore.