Spinse ragazza al suicidio Condannato a più di 8 anni

Con l'accusa di avere agito in modo tale da costringere la fidanzata a togliersi la vita, un trentenne di Torino è stato condannato in Corte d'Assise a otto anni e sette mesi di carcere. I giudici hanno ritenuto l'imputato colpevole di istigazione al suicidio e di un paio di altri reati minori. Il processo riguardava la morte di una giovane donna, Francesca, che si impiccò nella sua mansarda il 14 febbraio, giorno di San Valentino, del 2003. La relazione tra i due era stata caratterizzata - secondo quanto ha ricostruito la pubblica accusa - da litigi e percosse: fu un vero e proprio «sfruttamento» da parte di Livio, che avrebbe cercato di «distruggere» la personalità della ragazza maltrattandola continuamente, spingendola a drogarsi e mettendola al corrente delle proprie scappatelle. La difesa ha sottolineato la fragilità psicologica della donna, descrivendola come una persona che aveva avuto un'infanzia particolarmente difficile. La Corte, però, ha dato ragione alla pubblica accusa.