Spinte, code e denunce per pagare le tasse

(...) un altro che risolve i contenziosi e tante casse aperte per chi deve solo pagare. Tutti, pochi, impiegati fanno tutto. Coprono anche i colleghi in ferie e non possono fare molto se i locali della Gest Line riescono a raccogliere solo qualche decina di contribuenti, lasciando la stragrande maggioranza in coda fuori. Per tutta la mattina, quando a Genova città scende la prima neve dell’anno.
I mugugni vanno avanti a ondate, come quelle che si muovono tra la folla ogni volta che si apre la porta degli uffici. Un fortunato contribuente esce e cinque vogliono entrare, prendendosela persino con le guardie giurate all’ingresso che sembrano improvvisamente buttafuori da discoteca. Ci sono anziani che non ce la fanno più, persino disabili, persone partite da fuori Genova e cittadini che sono al loro terzo tentativo quotidiano di conquistare lo sportello per pagare. E l’idea di perdere anche la quarta mattinata li rende furibondi. Gli habitué dei «giardini di plastica» raccontano ai vicini quello che hanno visto nei giorni precedenti, compreso l’ultimo caso, avvenuto giusto martedì, con una donna con il bambino per mano che si è sentita male mentre aspettava il suo turno.
Neppure il tempo di completare l’aneddoto che subito il libro nero è da aggiornare. Un anziano scivola sul marciapiede ghiacciato, una donna apre la cartellina, prende carta e penna e butta giù il testo di una petizione improvvisata. Poi cambia idea e si fa largo nella bolgia per chiedere firme che sostengano una cosa più seria, un esposto alla procura della Repubblica. Se c’è un reato, è giusto che intervengano anche le forze dell’ordine, e così quella che era rimasta una minaccia diventa realtà verso le 12.45. Manca un quarto d’ora alla chiusura degli uffici, al momento in cui chi non è ancora riuscito a raggiungere la macchinetta che rilascia i numeri deve abbandonare ogni speranza e rassegnarsi all’idea di tornare.
Arrivano i carabinieri, poi anche la polizia. Ma allargano le braccia: «Possiamo solo cercare di mantenere la calma, non possiamo intervenire su direttore e impiegati». Vero, ma almeno l’effetto-divisa si inizia a sentire. Fuori dalla porta gli animi si placano un po’. Anche dietro i computer qualcosa si muove. Intanto la scadenza delle 13 non diventa più tassativa. E se non si può mettere dietro le casse chiuse un impiegato che in quel momento sta sciando, almeno si può arrivare a un compromesso. Verso le 13.30 le porte si spalancano e lasciano entrare il maggior numero possibile di persone. E a chi ha conquistato il biglietto numerato viene fatta una promessa. Questa mattina, mostrando il ticket timbrato dagli uffici Gest Line, potrà tornare dalle 8 alle 13 ed essere servito a una cassa preferenziale. Con il rischio, purtroppo da mettere in preventivo, che chi oggi non sarà al corrente di questo accordo, griderà al sopruso, richiamando magari la polizia.
In coda con gli altri c’era anche Lorenzo Zito, vice capogruppo di Forza Italia in Provincia. «La mia preoccupazione sinceramente è per quanti si trovano a dover usufruire di un simile servizio trovandosi in condizioni sfavorevoli - sottolinea -. Penso ai disabili che ho visto in difficoltà e a molti anziani. La mia non è una protesta contro il direttore dell’ufficio o contro i dipendenti che francamente di più non potevano certo fare. Ma in tempi di scadenza di pagamenti non si possono lasciare troppi sportelli chiusi». E la litania di proteste contro il Comune, la promessa di voti contrari alla maggioranza fin dalle prossime elezioni, non può che averlo trovato concorde.