Spinto dagli amici sotto un tir, muore a 17 anni

da Torre del Greco (Napoli)

Una lite per una ragazzina contesa e un paio di occhiali rotti ha provocato la morte di un bravo ragazzo, ieri mattina, all'esterno del liceo Scientifico Nobel, di Torre del Greco a Napoli. Giovanni De Martino, 17 anni, era intervenuto per mettere pace tra i due gruppi che erano venuti alle mani ma è stato spinto, ha barcollato e senza più controllo di se stesso, è andato a sbattere contro la fiancata di un camion che stava passando in via De Gasperi. Gianni, detto «Pocho» in onore del suo idolo Lavezzi, è stato schiacciato dalle ruote del mezzo. I toni alti dei ragazzi, che fino a un attimo prima, se le stavano dando di santa ragione, sono cessati, i pugni si sono aperti, senza più forze. Qualcuno è corso nella scuola per chiedere aiuto al bidello Arturo, esperto di primo soccorso ma non c’è stato niente da fare. Sul cortile è sceso il silenzio dei ragazzi, sul volto della fidanzatina di Gianni, sono scese le lacrime, sui volti di tutti i compagni del «Pocho», sono scivolare altre lacrime.
L'incolpevole conducente del camion è crollato per lo choc. Poco dopo, avvertito dalla polizia mentre era al lavoro, è arrivato il papà dello studente, Salvatore De Martino, giardiniere in un albergo della vicina Ercolano, dove questa famiglia onesta e laboriosa vive. Salvatore ha battuto la testa contro il cancello della scuola per la disperazione, poi è stato colto da malore e portato in ospedale.
Ricostruire l’accaduto non è stato facile per il vicequestore Pietro De Rosa. L'investigatore ha interrogato una ventina di studenti, bravi ragazzi, come il loro sfortunato amico. Non è stato un atto di bullismo ad uccidere Gianni, non c’è omertà in questi studenti, distrutti dal dolore e forse dal rimorso per avere provocato inconsapevolmente la morte del loro compagno. Ma, raccontare «a caldo», agli investigatori, pochi minuti dopo la tragedia, ancora sotto choc, non è stato facile per questi ragazzi. Ognuno di loro ha dato una versione dei fatti, quasi tutte in contrasto tra di loro. Di sicuro, il giorno prima della tragedia, c’era stata una lite tra due studenti, a causa di una ragazza contesa. Durante il litigio, gli occhiali di uno dei due, si erano rotti. Ieri, gli argomenti per litigare erano diventati due: la ragazza e gli occhiali. Il diverbio tra un paio di litiganti, in pochi secondi si è allargato anche ad altri studenti, si sarebbero creati due schieramenti, una decina di ragazzi in tutto, che avrebbero iniziato a picchiarsi. Poi, sarebbe entrato in scena Gianni, con l’intento di fare da paciere. Forse, qualche schiaffo l’ha tirato pure lui, ma nella zuffa, qualcuno lo ha spinto. Se fosse accaduto tre metri più in là, verso il cortile del Nobel, non staremmo qui a raccontare di questa assurda tragedia: Gianni avrebbe barcollato e forse non sarebbe neppure caduto sull'asfalto. Invece, il bravo ragazzo, che studiava e lavorava per aiutare la famiglia è morto schiacciato da un camion. Il conducente è stato denunciato per omicidio colposo, sei suoi compagni, saranno denunciati per omicidio preterintenzionale.