Spionaggio in F1, inchiesta Fia. La McLaren rischia l'esclusione

Stepney accusato di aver dato al rivale tutto il know how della Ferrari. Il team inglese: "Controllate, non abbiamo copiato". Potrebbe perdere piloti e sponsor. Montezemolo: "Vicenda di una gravità inaudita"

Ovvio che il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, dica: «È una vicenda di una gravità inaudita». Perché per circa due mesi gran parte del know how della Rossa è rimasto in bella mostra sulla scrivania, su un mobile, magari nel cassetto dello studio inglese di un tecnico rivale. Il dossier che la polizia d’Oltre Manica ha trovato nella casa di Mike Coughlan, il capo progettista McLaren, contiene tutto, proprio tutto sulla Ferrari. In circa 700 pagine di preziosissimi appunti, ecco note, dati, schemi progettuali che svelano e raccontano i perché e i percome della Rossa da qui ai prossimi anni. Metodologie di lavoro e costruzione, parametri di utilizzo della galleria del vento, materiali impiegati, sistemi di lavorazione delle leghe, del carbonio, delle fibre, addirittura dei rarissimi materiali a memoria di forma. E poi note sulle geometrie del progetto F2007, note di fluido dinamica, note sulle sospensioni, sugli alettoni, sull’aderenza. Paradossalmente, di tutto questo ben di dio motoristico, la parte meno preziosa sarebbe proprio l’ultima: quella relativa a progetti e progettini di parti della macchina. Perché la storia della F1 è intrisa di ali, baffi e baffetti copiati l’uno dall’altro e sempre i panni son stati lavati in casa.

«Non sappiamo ancora come Stepney abbia potuto trafugare tutto questo» sottolineano da Maranello con quel lieve imbarazzo di chi credeva il proprio fortino inviolabile. Perché Nigel Stepney, l’ex meccanico diventato capo «era uomo del muretto» che nel gergo da paddock distingue chi conta da chi no. «Era una delle figure di spicco» sottolineano alla Rossa, «e noi non siamo a compartimenti stagni». Ovvero: chi comanda può accedere a tutte le fasi del processo produttivo. I controlli? Molti, ma qualcosa è saltato. Ed è anche su questo che l’indagine interna e la stessa magistratura modenese dovranno far luce. Tanto più che ieri Stepney è finalmente rientrato dalle Filippine e stasera s’incontrerà con il proprio legale.

La Fia ha già annunciato che avvierà un’inchiesta sportiva sulla vicenda per esaminarne le implicazioni. Visto che in F1 non esiste la responsabilità oggettiva, solo nel caso la Fia o la magistratura dimostrassero che Coughlan non ha agito da solo, la McLaren rischierebbe dalla perdita di punti nelle classifiche piloti e costruttori all’esclusione dal campionato. Per il momento, di certo c’è solo che il tecnico è rimasto in possesso del dossier Ferrari per due mesi: da fine aprile all’inizio della settimana (la polizia l’ha trovato a casa sua).

Qualcuno ha già fatto notare la strana coincidenza temporale tra il periodo del trafugamento e l’inizio della galoppata McLaren. Dal canto suo, il team inglese è di nuovo intervenuto: «Abbiamo completato la nostra indagine interna e confermiamo che nessuna proprietà intellettuale altrui è stata trasferita a membri della nostra squadra o utilizzata sulle nostre vetture... Abbiamo inoltre chiesto alla Fia di fare qualsiasi esame sulle nostre monoposto per verificare che nulla di altri è stato impiegato».

Questo mentre nel Circus si teme l’implosione del team inglese: da Alonso ad Hamilton, al ricco sponsor Vodafone, in molti potrebbero attaccarsi agli sviluppi dell’inchiesta per rescindere i contratti. Oltre al fastidio dei propri nomi accostati allo scandalo, i piloti difficilmente sopporterebbero di veder cancellati i risultati ottenuti in pista. Non a caso il Times titolava: «A rischio il mondiale di Hamilton». E alla vigilia di Silverstone è tutto dire.