Spionaggio in F1: indagati Ron Dennis e l'ex tecnico ferrarista Stepney

McLaren nella bufera alla vigilia del Gp di Monza: 7 avvisi di garanzia per la spy story ai danni della Ferrari, emessi dalla procura di Modena. Dennis: "Non è successo ancora niente". Montezemolo: "Avvisi? Non so le motivazioni..."

Roma - Approda clamorosamente in tribunale la vicenda della spionaggio ai danni della Ferrari e la McLaren è nella bufera alla vigilia del Gran premio d'Italia. Sette gli avvisi di garanzia emessi infatti dalla procura di Modena: tra i destinatari c'é il boss della McLaren Ron Dennis. Tre avvisi sono stati notificati oggi dalla polizia postale agli uomini McLaren al circuito di Monza, mentre gli altri quattro saranno notificati nei prossimi giorni. tra gli indagati anche l'ex capo meccanico delle rosse, Nigel Stepney. L'uomo che, secondo l'accusa, passò al capo dei disegnatori della McLaren Mike Coughlan (destinatario anche lui del provvedimento), il dossier di 800 pagine con i segreti di Maranello. Gli avvisi notificati a Monza, oltre a Ron Dennis, riguardano il numero due della McLaren e il responsabile dei tecnici.
Dennis: non è successo ancora niente "Non è successo ancora niente. Non so se succederà qualcosa ma non è successo ancora niente". Così il numero uno della McLaren, Ron Dennis, nel corso di un incontro con la stampa, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sull'avviso di garanzia inviatogli dalla Procura di Modena in merito alla spy-story che coinvolge il team inglese e, come parte lesa, la Ferrari.
Montezemolo: "Avvisi? non conosco le motivazioni" "Non so nemmeno le motivazioni". Così il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha risposto oggi a Monza alle domande sugli avvisi di garanzia inviati agli uomini della McLaren nell'ambito dell'inchiesta della procura di Modena sullo spionaggio ai danni della casa di Maranello. "Mi hanno informato da poco - ha spiegato - che ci sono stati degli avvisi di garanzia. Ma non ho altre informazioni". Montezemolo ha poi sottolineato che sull' argomento "io quello che dovevo dire l'ho detto". "E' una cosa brutta - ha spiegato - molto, molto brutta. Quindi preferisco in questo momento, anche per rispetto nei confronti della magistratura e dell'aspetto sportivo, non dire nient'altro". Alla domanda su cosa si aspetti dalla riunione del consiglio mondiale della Fia in programma il prossimo 13 settembre, il presidente della Ferrari ha risposto: "Mi aspetto sempre che in queste cose venga fuori la verità ". "Questo - ha concluso - é fondamentale per tutti".