Spioni Telecom, il gip: "Il Sisde? Un pret a porter di notizie riservate"

Si allarga l'inchiesta sui dossier illegali. Oltre a Tavaroli e Ghioni altre 11 persone in manette: poliziotti, carabinieri, uomini dei servizi segreti italiani e stranieri

Milano - Nuovi arresti nell'ambito dell'inchiesta milanese sui dossier illegali. Sono diverse le persone nei confronti delle quali il gip Giuseppe Gennari ha emesso ordinanza di custodia cautelare. Tra queste ci sono anche anche Giuliano Tavaroli e Fabio Ghioni, entrambi già in carcere. Per Giuliano Tavaroli, ex responsabile dell'area security di Telecom, si tratta della quarta ordinanza d'arresto, dopo quella del 20 settembre scorso e quelle di dicembre e gennaio, sempre nell'ambito dell'indagine sui dossier illegali condotta dai pm Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi. Per Ghioni, invece, esperto informatico del Tiger Team di Telecom, si tratta della seconda ordinanza, dopo quella che lo ha portato in carcere il 18 gennaio scorso.

Capi d'imputazione Le accuse nei confronti degli arrestati sono quelle ipotizzate nelle precedenti ordinanze di custodia cautelare: associazione a delinquere, corruzione, appropriazione indebita e l'aver utilizzato informazioni acquisite illecitamente. Ma anche la violazione del segreto di Stato e la corruzione internazionale.

Arresti Sono tredici, complessivamente, le ordinanze di custodia cautelare emesse dall'autorità giudiziaria nell'ambito dell'inchiesta sulle indagini illegali. Quattro provvedimenti riguardano ex militari, carabinieri e finanzieri non più in servizio. Un'ordinanza di custodia cautelare è stata invece eseguita a carico di un poliziotto attualmente in servizio a Milano. Ma anche Pierguido Iezzi, ex manager di Pirelli. Pure lui era già stato arrestato in un'altra fase delle indagini. In manette pure Fulvio Guatteri, cittadino francese, ex ufficiale di collegamento tra i servizi segreti italiani e transalpini, poi passato all'Europol. Una delle ordinanze di custodia cautelare riguarda Guglielmo Sasinini, ex giornalista di Famiglia Cristiana, nei confronti del quale il gip Giuseppe Gennari ha ordinato i domiciliari. Sasinini era già nella condizione di arresto domiciliare dal gennaio scorso, con l'accusa di associazione per delinquere. È John Paul Spinelli il cittadino americano ricercato coinvolto nell'inchiesta sui dossier illegali. Spinelli, ex agente della Cia, era il fondatore dell'agenzia investigativa Global Security Service, di cui faceva parte anche Marco Bernardini, indagato nella stessa indagine che avrebbe dato un contributo fondamentale nell'inchiesta condotta dai pm Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi. Spinelli è attualmente irreperibile all'estero.

Motivazioni "Nella rappresentazione di Bernardini supportata da tracce documentali presenti in un computer, il Sisde apparirebbe una sorta di pret a porter della notizia riservata dove con pochi soldi e con buone entrature chiunque può prelevare ciò di cui ha bisogno". Questo scrive il gip Giuseppe Gennari nelle 374 pagine dell'ordinanza di arresto a carico di 13 persone coinvolte nell'inchiesta sui dossier illegali. Il gip cita ampiamente le dichiarazioni rese da Marco Bernardini, ex agente del Sisde poi investigatore privato, che dall'estate scorsa ha scelto di collaborare con gli inquirenti. Bernardini a verbale spiega: "Effettivamente visti gli importi corrisposti a Vairello e Rossi (due degli arrestati di oggi, nrd) il numero delle informazioni provenienti dai fascicoli riservati dai Servizi erano tante e vi si faceva ricorso quasi in moto automatico". Bernardini spiega "anche nell'ambito delle investigazioni su Carlo De Benedetti mi sono procurato le notizie dai fascicoli riservati".

Polemiche La moglie di Marco Tronchetti Provera, Afef, era ritenuta "un elemento incontrollabile ed una fonte di vulnerabilità per l'azienda" in particolare da Tavaroli. È quanto emerge dall'ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip ha disposto oggi gli arresti. In un interrogatorio sostenuto davanti agli inquirenti è Ghioni a sostenere che "la signora Afef era considerata da Tavaroli un elemento incontrollabile ed una fonte di vulnerabilità per l'azienda. Tale argomento è stato oggetto di discussione in qualche riunione in cui io stesso ho partecipato assieme a Sasinini, Bastin, Mapelli, organizzata dallo stesso Tavaroli". Nell'agenda sequestrata all'ex giornalista di "Famiglia cristiana" Guglielmo Sasinini - poi consulente Telecom - comparirebbe una annotazione con la scritta "70 miliardi da Berlusconi a Bossi in cambio di totale fedeltà". Il Gip nell'ordinanza scrive che "Sasinini dimostra con le annotazioni di suo pugno di essere stato investito da Tavaroli del compito di occuparsi proprio degli aspetti più inquietanti che le deviazioni del Gruppo. Telecom Pirelli hanno mostrato nel tempo".

E sul fantomatico accordo tra il leader azzurro e quello leghista, interniene con durezza l'avvocato Niccolò Ghedini che smentisce in toto una simile ipotesi. «Le notizie apparse in merito a presunti accordi intercorsi tra l'onorevole Bossi e l'onorevole Berlusconi sono non soltanto destituiti di ogni fondamento, ma frutto di una assoluta fantasia che sarebbe risibile se non apparisse connotata da scopi diffamatori o ancora peggio per inquinare la vita politica del Paese». Dichiara in una nota il legale di Silvio Berlusconi e parlamentare di Forza Italia. «Agiremo in tutte le sedi opportune - prosegue la nota di Ghedini - al fine di far sì che simili falsità non possano essere propagate». Mentra Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi definisce «Ridicole fantasie inventate di sana pianta» le illazioni sull'accordo. Dura anche la reazione della Lega. «Basta andare a vedere la casa di Bossi per vedere se vale 70 miliardi... Di tutte le bugie uscite nell'ambito di questa inchiesta questa è la più clamorosa». Così il capogruppo della Lega al Senato ed ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli, commenta la vicenda legata all'appunto sull'agenda di Sasinini. Sulla vicenda interviene anche Umberto Bossi che definisce «una bufala colossale» l'ipotesi di aver ricevuto da Silvio Berlusconi 70 miliardi di lire in cambio della fedeltà politica. «La fedeltà esiste a fatica tra moglie e marito - sostiene il segretario della Lega Nord in una nota - figurarsi in politica». Bossi ha annunciato poi di aver dato mandato ai suoi legali di querelare l'ex giornalista, Guglielmo Sasinini, al quale i dossier sono riconducibili.