Spiragli positivi nella trattativa in corso al ministero delle Attività produttive. E l’incontro in programma oggi pomeriggio potrebbe essere risolutivo Tassisti: l’accordo sulle licenze è più vicino Cauto ottimismo nei sindacati di categoria. Intant

Marinelli (Ugl): «Auspichiamo una soluzione»

Marco Morello

Dal caos della protesta nelle strade ai toni più pacati della concertazione tra le mura del ministero delle Attività produttive. Ieri, per qualche ora, si è spostata al chiuso la battaglia dei tassisti, che hanno riproposto con fermezza il loro punto di vista sulla riorganizzazione del settore dopo il decreto Bersani. E qualche spiraglio si è aperto, a sentire i rappresentanti di categoria. L’atmosfera tradiva un pacato ottimismo, sebbene appaia ormai decisivo il nuovo confronto fissato per questo pomeriggio alle ore 17 in via Molise. Sono emersi «punti di convergenza - ha commentato in una nota Franco Raffaldini, capo della segreteria tecnica del dicastero - ma rimangono altre questioni da affrontare». Si sbilancia di più Loreno Bittarelli, presidente dell’Unione radiotaxi: «C’è convergenza sull’80 per cento dei punti in discussione. Per il restante 20 per cento aspettiamo l'incontro di domani (oggi, ndr), quando tireremo le somme». Più cauto Pietro Marinelli, coordinatore nazionale di Ugl Taxi: «Usciamo abbastanza soddisfatti. Auspichiamo che si arrivi finalmente alla risoluzione definitiva di una trattativa che è stata aspra e difficoltosa e che ha visto il coinvolgimento di tutte le sigle sindacali nello sforzo di coniugare le esigenze della categoria con quelle dell’utenza». Carlo Bologna, invece, ha richiesto la presenza di Walter Veltroni all’atto decisivo della vicenda. In fondo «il sindaco di Roma - ha ironizzato il presidente dell’Ait - deve fare solo tre chilometri per venire qui» . Il tutto mentre Mauro Calamante, assessore capitolino alle Politiche della mobilità, si soffermava ad elogiare il «clima positivo e propositivo in cui si stanno svolgendo i lavori».
Durante la riunione non sono mancati i disagi al traffico nella vicina via Veneto: con il passare del tempo si è formata una coda di circa cinquanta auto bianche in attesa di poter ricevere notizie di prima mano. Solo un intervento dello stesso Bologna ha riportato la situazione alla normalità. I sindacati hanno scelto di mostrarsi concilianti forse anche in seguito all’inchiesta aperta dalla procura di Roma per turbativa di pubblico servizio, come reazione ai blocchi reiterati dei giorni scorsi.
Sul fronte politico, il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma di An ha cercato di rassicurare i conducenti delle auto bianche fermi davanti al ministero per lo Sviluppo economico: «In Comune - ha assicurato - siamo pronti a dialogare con la maggioranza sui modi alternativi alla liberalizzazione delle licenze». Sulla stessa linea si è posto Fabrizio Santori, capogruppo di Alleanza nazionale del XVI municipio: «Prima di incrementare traffico e inquinamento in città e penalizzare il sacrificio di migliaia di lavoratori, è opportuno prioritariamente migliorare il servizio esistente per soddisfare le esigenze degli utenti e la vivibilità dei cittadini». La ricetta proposta da Sartori comprende la predisposizione di nuove corsie preferenziali, una maggiore presenza di vetture nelle ore di punta, una significativa lotta all’abusivismo e un incremento delle piazzole di sosta in alcune zone della città che ne sono completamente sprovviste. «Non è pensabile - aggiunge Santori - che il Governo Prodi continui a fare il gioco delle tre carte: da un lato si creano le condizioni, tramite le proprie giunte comunali, di rendere il servizio non pienamente conveniente e dall’altro si colpevolizzano i lavoratori, che da anni sacrificano la propria esistenza nel traffico romano». Al coro si unisce anche Roberto Pierpaoli, nuovo presidente della Confartigianato trasporto persone del Lazio: «Il mondo dei tassisti non ha le valenze economiche che hanno altri settori come banche o assicurazioni, qui si vuole colpire una categoria che vive del proprio lavoro e che ha come unica colpa quella di essere considerata una lobby». Roma in particolare costituisce secondo Pierpaoli una realtà unica nel suo genere e questa differenza deve essere portata sul tavolo delle trattative, «in modo da tutelare i tassisti romani, che in un quadro normativo nazionale non possono essere associati alla stregua di piccole realtà locali».
Oggi, intanto, sarà resa nota la decisione del Tar del Lazio sulle trecento nuove concessioni assegnate dall’amministrazione della Capitale per il «trasporto pubblico non di linea». I nove ricorsi presentati davanti al Tribunale amministrativo regionale contestano la graduatoria che ha escluso alcuni operatori del settore dal beneficio, messo a disposizione tramite concorso pubblico. Che si tratti di licenze o di liberalizzazioni il fronte dei tassisti non riesce a trovare pace.