«Spirit of Fès»: quando la solidarietà balla il flamenco

Cinque concerti, spettacoli e incontri fino al 27 novembre. Il debutto domenica al teatro Grassi nel segno del dialogo

Marco Mastrorilli

Cinque concerti, quattro spettacoli e due incontri per promuovere la tolleranza. Tutto questo è «Spirit of Fès a Milano», tappa del programma internazionale del «Festival di musiche sacre del mondo di Fès», dal nome di una città del Marocco (nominato nel 2001 dalle Nazione Unite come uno dei dieci eventi mondiali più rilevanti per il dialogo fra culture). Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del Ministero degli Affari Esteri, «Spirit of Fès - conferma l’Assessore alla cultura, Daniela Benelli -, nasce dal progetto di riunire in un’unica occasione la musica e la riflessione su temi che riguardano tutti: la globalizzazione, lo scontro-incontro tra culture, la necessità di un dialogo costruttivo tra religioni e popoli». L’apertura del Festival, fissata per domenica, durerà fino al 27 novembre e sarà ospitato in differenti spazi di Milano e provincia. Il cartellone musicale di «Spirit of Fès» accomuna il tema della tradizione classica araba, l’evoluzione musicale in Andalusia fino al flamenco contemporaneo e il patrimonio condiviso del Mediterraneo. Domenica alle 21 il debutto della manifestazione musicale, che vedrà in scena al Teatro Grassi Juan Carmona e la sua ensemble in «Flamenco!». Il chitarrista, vincitore del concorso «Paco de Lucia» nel 1994 (il «festivalbar spagnolo» del flamenco) e del «Latin Grammy Award» nel 2003 come miglior album di flamenco, si accosta alle strutture canoniche del genere, mutuandole con influssi derivanti da differenti stili musicali, coerentemente con la vita nomade dell’autore. La tradizione classica della musica Arabo-Andalusa sarà invece al centro di un progetto sinfonico in prima assoluta, ospite il 6 novembre al Dal Verme, in cui i solisti dell’«Ensemble de Fès» dialogheranno con i concertisti de «I Pomeriggi Musicali». Alla base di questo concerto le «Nouba», poemi arabi alternati da interludi strumentali risalenti a un periodo compreso fra il nono e il quindicesimo secolo. La «Gnaoua Session» del solista di guembrì (chitarra magrebina) Abdeslam Alikane, sarà presentata il 10 novembre al Teatro della Filanda di Cornaredo, ove la cultura subsahariana sarà affiancata alle improvvisazioni jazz del ternosassofonista italiano Daniele Cavallanti. Don Andrea Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto di Genova, presenterà al teatro della Cooperativa il 27 e 28 ottobre, lo spettacolo «Esistenza, soffio che ha fame» che, attraverso libri sacri e contributi individuali, sottoscrive la comunione multietnica. L’intero programma del Festival è disponibile al sito: www.provincia.milano.it/cultura.