Gli spiriti di Prodi

Tutto il polverone sulla Commissione Mitrokhin sarà almeno servito a mostrare che i Ds credono fermamente nello spiritismo. Intervenendo a «Porta a porta» l'autorevole senatore ds Massimo Brutti ha dichiarato che da anni parla con Prodi della famosa seduta spiritica del 1978 nel corso della quale, nei giorni drammatici del sequestro Moro, sarebbero stati evocati gli spiriti di don Sturzo e La Pira, i quali avrebbero fornito l'indicazione «Gradoli 96». Un'indicazione che, riferita alla polizia, la portò purtroppo a indagare nella cittadina di Gradoli, e non in Via Gradoli 96 a Roma, dove in effetti era prigioniero Moro. Secondo Brutti, Prodi continua a confermare la versione della seduta spiritica e, poiché solo un irresponsabile inventerebbe di sana pianta una storia così assurda, l'unica conclusione che se ne può trarre è che la seduta spiritica davvero ci fu.
C'è un tipo di esperti che non mi risulta sia mai stato consultato sul tema: gli studiosi accademici di spiritismo, che normalmente non sono spiritisti così come la maggior parte degli studiosi di islam in Occidente non sono musulmani. Anche in Italia qualche studio è stato pubblicato, tra cui l'opera collettiva del 1989 Lo spiritismo (Elledici), da me curata. Gli studiosi di spiritismo potrebbero fornire l'anello mancante alla discussione, e dimostrare definitivamente che la storia di Prodi non può essere vera.
Certo, all'epoca del suo massimo fulgore (oggi, almeno nelle sue forme organizzate, è assai meno di moda), lo spiritismo era un fenomeno decisamente schierato a sinistra. I padri dello spiritismo erano tutti laici, anticlericali e socialisti (in Italia il primo presidente nazionale della Società spiritica fu Giuseppe Garibaldi), il che conferma - per dirla con lo scrittore cattolico inglese Gilbert K. Chesterton - che quando si smette di credere in Dio non è vero che non si creda più a nulla: si crede a tutto. Lo stesso Leonid Breznev, il padrone dell'Unione Sovietica ai tempi del sequestro Moro, si dilettava di sedute spiritiche. Certo, lo spiritismo - vietato dalla Chiesa - era meno diffuso fra i democristiani, ma nel caso di Prodi si potrebbe dire che chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
Tuttavia - e il punto è essenziale - gli accademici che hanno studiato i verbali di centinaia di sedute spiritiche sanno che c'è una regola che è quasi una legge: gli spiriti non danno mai indicazioni troppo precise. Per questo i medium hanno avuto successo per decenni, anche se non hanno mai fornito notizie verificabili: si tratta sempre di un linguaggio oscuro, metaforico, aperto a più interpretazioni. Questo vale anche nei casi in cui si dice che «sensitivi» abbiano aiutato la polizia, peraltro in genere senza fare appello a spiriti di defunti. «Casa buia, città sul lago» sarebbe un tipico messaggio spiritista. «Gradoli 96» non lo è, perché è troppo preciso. Se gli spiriti dessero indicazioni così dettagliate, i medium si arricchirebbero semplicemente scommettendo sulle partite di calcio o scoprendo tesori nascosti: chi li conosce sa che le cose non stanno così. Dunque o Prodi è un caso ignoto alla storia dello spiritismo, il più grande medium della storia umana - nel qual caso si faccia dare dallo spirito di don Sturzo anche l'ubicazione di qualche grande giacimento di petrolio, la passi all'Eni e con i profitti rinunci alle sue sessanta e più nuove tasse - ovvero è semplicemente un bugiardo matricolato. Qualunque cosa ne pensi il senatore Brutti, la scelta fra le due alternative non è poi tanto difficile.