La splendida eredità del signor Max Mara

Il nome dell’imprenditore Achille Maramotti dice poco al grande pubblico, ma la sua impresa di prét-à-porter, Max Mara, è nota in tutto il mondo. Scomparso a 78 anni nel 2005, ha lasciato a Reggio Emilia la Collezione Maramotti, da poco aperta al pubblico: più di 200 opere collocate nell’ex-stabilimento Max Mara. Grande collezionista in tempi non sospetti e autonomo rispetto alle tendenze, Maramotti aveva molto talento nell’individuare gli artisti giusti, quando il lavoro introduceva elementi di novità nella ricerca contemporanea.
Sono lavori dal 1945 a oggi, distribuiti in 43 sale sui due piani dell’edificio. La scelta di aprire la collezione a un gruppo limitato di visitatori, circa 25 persone per volta, permette di godere in piena libertà e silenzio dei lavori. Al primo piano trova spazio l’arte italiana ed europea dagli anni Quaranta agli anni Ottanta, mentre il secondo piano raccoglie l’arte europea e americana dagli anni Ottanta a oggi. Si parte con l’informale e un gruppo di opere di Fontana, Burri, Fautrier, Manzoni. A seguire i dipinti della Pop romana: Angeli, Festa, Schifano. Poi l’Arte Povera nella sua duplice articolazione romana e torinese con Kounellis, Boetti, Merz, Penone, Pistoletto, Zorio, e Anselmo, Pascali, e l’Arte Concettuale. Nella Transavanguardia, il nucleo di opere di Cucchi, Chia, Clemente, De Maria, e Paladino raccoglie lavori veramente significativi e di grande respiro. Si prosegue con il neo-espressionismo tedesco (Kiefer, Baselitz, Polke, A.R. Penck) e il neo-espressionismo americano di Basquiat, Schnabel, Salle.
Fanno loro seguito un gruppo di opere della New Geometry americana degli anni Ottanta-Novanta (Halley, Scully, Taaffe, Burton, Bleckner) e le più recenti sperimentazioni americane e inglesi, tra le quali, oltre a Ritchie, Gallagher, Sachs, Craig-Martin, Maloney, trovano spazio i lavori di Barry X Ball, defilato e raffinato artista americano. Ingresso gratuito su prenotazione telefonica (0522382484) o via internet (www.collezionemaramotti.org).