La splendida viola delizia Firenze E Toni è già in forma «mondiale»

nostro inviato a Firenze
La risposta alla Roma travolgente e al Livorno che perde qualche colpo - le uniche vere avversarie dei viola per il quarto posto - la dà ancora Luca Toni. La sua doppietta al Messina ha un doppio significato: collettivo perché lascia la Fiorentina in pole position nella corsa per la Champions League con un rassicurante +6 sulla prima inseguitrice; personale perché è la rete numero ventuno in questa stagione, che gli consente di battere il suo primato di gol in A stabilito a Palermo l’anno scorso. Chissà se ora il centravanti si deciderà a offrire quella benedetta cena ai compagni, già promessa dopo il successo con la sua ex squadra e le due reti segnate domenica scorsa al Chievo sul neutro di Perugia.
Sembrava una serata stregata per il centravanti azzurro: in ventuno minuti due traverse colpite, quasi un replay della sfortunata partita con la Juventus. E nuovi spettri davanti agli occhi dell’attaccante, dopo il tabù del gol numero diciassette (coinciso con un momento poco brillante) abbattuto al termine di un’astinenza durata cinque giornate. Il Messina subisce tanto nel primo tempo, si vede un po’ nella ripresa specie quando Mutti inserisce la terza punta Floccari, anche se rimane inconcludente.
Era una partita insidiosa per i viola: il periodo non eccelso sia dal punto di vista fisico che psicologico, il fardello di una pesante sconfitta rimediata solo quattro giorni prima a Genova con la Sampdoria, il ricordo della partita di andata quando il Messina riuscì a rimontare due gol di svantaggio. E mentre Bojinov continua ad allontanarsi dalla prima squadra (non è piaciuto alla società il cartellino rosso rimediato con la Primavera, ora i Della Valle tentennano davanti all’offerta sostanziosa – 13 milioni di euro - del Bayern, anche se il bulgaro per punizione potrebbe giocare il torneo di Viareggio), Prandelli propone in attacco la coppia Pazzini-Toni. A riposo il giovane centrocampista dell’Under 21 Donadel (che ha tirato la carretta più degli altri), Cejas gioca l’ultima partita da titolare prima di cedere il posto al portiere della nazionale rumena Lobont, mentre Kroldrup, appena acquistato dall’Everton, gioca il secondo tempo al posto del claudicante Gamberini.
Il Messina, in attesa di rivoluzionare l’organico nel supermaket di gennaio (in arrivo almeno tre elementi ed è possibile anche uno scambio tutto nipponico Yanagisawa-Ogasawara con il Kashima Antlers), propone lo stesso undici che mercoledì aveva pareggiato con la Lazio: unica eccezione, Cristante per Parisi in difesa.
La Fiorentina vince subito le ansie della vigilia, partendo sparata. In quaranta minuti almeno sette nitide palle gol non sfruttate, con qualche piccola pausa non sfruttata dal Messina. L’incubo per i viola finisce al 46’, quando Toni, con una giocata delle sue, mette il sigillo sull’assedio viola. I legni fermano Toni, il portiere del Messina Storari (scelto da Lippi come terzo portiere azzurro a Palermo nella partita qualificazione con la Slovenia dopo il rifiuto di Santoni) è addirittura superbo su Jorgensen (tre volte) e su Pazzini. Prezioso il lavoro dell’ex atalantino, che non segna ma regala palloni ai compagni in quantità industriale. E se Fiore non sembra in serata felice, Jorgensen e Brocchi – pure in condizioni ottimali - risultano i trascinatori. Il bis di Toni al 26’ della ripresa nasce da un buco di Zanchi, trasformato in gol dal centravanti con una bella girata di destro. Partita finita, il Messina pure in formazione straoffensiva non ha la forza di reagire se non con qualche innocuo lancio in verticale. La posizione di Mutti si fa ora difficile, visto che i siciliani sono in piena zona retrocessione. Il match di domenica con il Cagliari potrebbe essere l’ultima chiamata per il tecnico bergamasco. E il Franchi alla fine non regala i fischi temuti da Prandelli dopo il rovescio di Genova: solo applausi a scena aperta per una Fiorentina tornata grande.