Splendido cartone nato da una costola di Shrek. Ma più bello

Il Festival è da tempo sensibile ai cartoni animati. Ha lanciato i tre Shrek e Steven Spielberg, con la Dreamworks, se ne è ricordato quando, da una costola di Shrek, ha ideato un panda goffo, dall’alito letale, e gli ha costruito attorno il magnifico Kung Fu Panda di John Stevenson e Mark Osborne, presentato fuori concorso. È una storia a sfondo cinese dove il panda Po - che aiuta in cucina il padre Ping, papero (!) e cuoco - si candida a «drago-guerriero», l’unico capace di fermare un più credibile ex aspirante drago-guerriero, Tai-Lung, deciso a vendicarsi di vent’anni di prigionia. A dar voce ai disegni sono Jack Black (Po), Dustin Hoffman (Shifu, maestro di kung fu), Angelina Jolie (la tigre), Jackie Chan (la scimmia), Lucy Liu (la vipera), Ian McShane (Tai-Lung). Al Festival è giunta vasta rappresentanza del cast, guidata dal produttore Jeffrey Katzenberg e dai due registi: con loro la Jolie e Hoffman, Black e la Liu, che alla proiezione di gala vestiva Roberto Cavalli.
Indossano invece solo uniformi i personaggi di un altro scontro a cartoni animati presentato ieri al Festival: è Valse avec Bachir, cioè «Valzer con Bachir» (Gemayel), dell’israeliano Ari Folman. Tecnica e taglio sono diversissimi da Kung Fu Panda: qui non c’è un passato mitico cinese, ma uno storico libanese. Reduce dalla guerra del 1982, Folman firma in realtà un «documentario», attribuendo la responsabilità per la strage di Sabra e Chatila: mandante Ariel Sharon, sicari i falangisti libanesi, per vendicare la morte - attribuibile a chi? - di Bachir Gemayel, il loro capo. Fra i titoli in concorso finora, è il migliore.