Uno splendido «Werther» commuove il pubblico in sala

Un sospiro di sollievo. Sì, perché serate così al Carlo Felice non le ricordavamo quasi più (con la splendida parentesi di «Der Rosenkavalier»), tra scioperi dell'ultima ora e contestazioni in sala a sipario chiuso; più annessi e connessi che purtroppo con l'arte nulla hanno a che fare. Insomma, se la macchina viene messa in moto funziona e il pubblico può godersi un signor spettacolo, come il Werther di Massenet (da J.W. Goethe) che martedì sera è andato in scena in forma di concerto. Vere e proprie ovazioni per gli artisti, che hanno interpretato lo spartito con un'intensità commovente (tante le lacrime in platea), facendo onore ad un'opera perfetta e meravigliosa, tra le più struggenti nel repertorio francese d'Ottocento. Molto appassionata la direzione del M° Alain Guingal, splendido il preludio al quarto atto, e ottima l'esecuzione dei pezzi solistici. Giuseppe Filianoti (Werther) ha restituito un soffertissimo protagonista, con delicatissime sfumature vocali e slanci passionali da vera «Sehnsucht» romantica; e così pure Sonia Ganassi (Charlotte), anche lei raffinata e abilissima interprete, dolce e pregnante, che guadagna una volta di più l'immensa stima del pubblico genovese. Molto brava anche la giovanissima Adriana Krucerova (Sophie), con una splendida agilità vocale, che ha donato al suo personaggio tutta la solarità e la brillantezza della ragazzina spensierata; ancora Giorgio Caoduro (Albert), timbro caldo e buonissima tecnica. Molto buone infine le prove di Montresor, Peroni e Prato (Podestà e suoi amici). Una lode al coro di voci bianche del M° Tanasini, che sempre di più prende dimestichezza con il palcoscenico e con la non sempre facile interpretazione della bacchetta.