Spogli: «A Guantanamo diritti umani rispettati»

Il diplomatico dopo i dubbi della Farnesina: «Inaccettabile maltrattare i detenuti»

da Roma

I detenuti a Guantanamo «vengono trattati nel rispetto della legislazione degli Stati Uniti e dei principi fondamentali dei diritti umani e della dignità dell’uomo», e d’altra parte gli Usa «non hanno alcun interesse a tenere in stato di detenzione i nemici combattenti più del necessario, per questa ragione il governo statunitense esamina i loro casi regolarmente, e molti di loro sono stati liberati». Anche l’ambasciatore degli Usa in Italia, Ronald P. Spogli, interviene nelle roventi polemiche sulla prigione dell’isola di Cuba sollevate dal rapporto delle Nazioni unite, e lo fa nel corso della presentazione del libro del giornalista Lao Petrilli Embedded, a caccia di terroristi con i Marines.
Una replica, quella del responsabile della rappresentanza diplomatica americana in Italia, che sembra diretta a sgombrare il campo dai dubbi sollevati nella nota del nostro ministero degli Esteri, che venerdì aveva ricordato come «la necessità di conciliare misure efficaci di lotta al terrorismo con la doverosa salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo sia stata in varie occasioni ribadita alle autorità americane», mentre lo stesso campo di prigionia era stato definito un «caso anomalo e temporaneo». L’ambasciatore, nel suo discorso, ha sottolineato come sia anomalo anche questo «nuovo tipo di guerra»: «I terroristi catturati che teniamo in stato di detenzione - ha spiegato Spogli - non fanno parte di qualche esercito, non indossano uniformi e non rappresentano alcuno Stato o Paese. Tra di loro c’è il presunto ventesimo dirottatore dell’11 settembre e altri terroristi di primo piano, addestratori, fabbricatori di bombe e finanziatori». Quanto all’Irak, «i nostri militari - ha detto ancora il diplomatico statunitense - corrono grossi rischi per limitare al massimo la possibilità che qualche innocente si faccia male», mentre «il terrorismo non riconosce questi limiti di carattere umanitario». «Gli Stati Uniti sono stati criticati per il trattamento dei detenuti in Irak e altrove», ha proseguito Spogli, ammettendo che «ci sono stati abusi», e che «siamo tutti offesi dal trattamento dei detenuti a opera di un gruppetto di guardie americane ad Abu Ghraib». Quelle violenze e quelle umiliazioni sono però «aberrazioni», e «non ci devono fare dimenticare - ha concluso l’ambasciatore degli Stati Uniti - che si richiede al personale degli Usa impegnato nella guerra al terrorismo di rispettare tutte le leggi degli Stati Uniti e gli obblighi derivanti dai trattati. Dal presidente in giù. la nostra leadership civile e militare ha affermato con chiarezza che qualunque maltrattamento di detenuti è totalmente inaccettabile».