La Spoon River degli oggetti perduti

L’hanno già definita la Spoon River degli oggetti perduti. Balza agli occhi una collana di perle rosa, all’interno di un portagioie, e poi computer portatili, ce ne sono almeno venti, ma anche una spilla, tre casseforti, soldi anche, dalle monete pakistane a quelle cinesi. E poi orologi di tutti i tipi, da quelli trend dei giovani a quelli con i cinturini consumati. E foto, tante foto. Una valanga di immagini, istantanee, lì a documentare giorni felici e spensierati, nascite e feste di compleanno, amori. Su tutte, un album matrimoniale con la scritta «Le nostre nozze». L’Adnkronos è entrata nella «stanza della memoria», allestita dai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila. Dietro una porta c’è tutto il materiale ritrovato tra le macerie del terremoto che ha devastato l’Abruzzo: telefonini, soldi, oro, perfino fucili e pistole con tanto di cartucce e munizioni. È la memoria smarrita che i militari della Benemerita da giorni tentano di far recuperare alle persone. Tutto il materiale viene classificato e infilato in buste bianche con la zona del ritrovamento. Sono stati restituiti, spiegano i carabinieri, anche 8.300 euro in contanti. Erano di un’anziana che non solo ha indicato la cifra esatta, ma ha anche spiegato che si trovavano dentro una busta sigillata riferendo il numero e i tagli delle banconote. In una parola, tutti i suoi risparmi. Sono ancora poche le persone che finora hanno varcato la porta di quel deposito pieno di oggetti trovati tra la polvere bianca delle pietre venute giù con l’onda del sisma, una scossa tragica e violenta che domenica scorsa non ha guardato in faccia a storie, a volti e a persone. Sono stati gli uomini dell’Arma, dei Vigili del fuoco, i soccorritori a fare la spola e depositare, via via, una massa variegata di oggetti in quello stanzone, il numero 16 del corridoio al pianterreno del Comando Provinciale, proprio vicino al campo d’accoglienza della piazza d’Armi. «Il materiale ritrovato - spiega il comandante della compagnia, il capitano Marco Capparella - viene catalogato e inventariato con segni di identificazione della strada in cui è stato raccolto». Sul tavolo, in mezzo a sacchi neri e grandi scatoloni, nella «stanza della memoria» perduta ci sono anche documenti, borse, macchine fotografiche.