Spore, gioca a essere Dio

Dopo oltre cinque anni di attesa arriva in tutto il mondo <em>Spore</em>. Uscito in contemporanea mondiale oggi, il gioco di Will Wright è il un vero e proprio manifesto della teoria evoluzionistica di Darwin

Roma - Dopo oltre cinque anni di attesa arriva in tutto il mondo Spore: il gioco dei record. In Usa e Giappone le prenotazioni hanno superato le 6 milioni di copie e per il lancio mondiale dell’ultimo videogioco-capolavoro di Will Wright attesi eventi e negozi aperti tutta la notte. Per il New Yorker "un’attesa cosi’ si e’ registrata solo per l’Ulisse di Joyce".

Il gioco creazionista Qualcuno sostiene che è il primo vero gioco creazionista in quanto il giocatore può creare interi mondi e civiltà partendo da una cellula, per altri invece è il un vero e proprio manifesto della teoria evoluzionistica di Darwin, ma per i milioni di appassionati che aspettano da oltre cinque anni la sua uscita, Spore è semplicemente il videogioco più atteso della storia. E ancora prima di essere distribuito nei negozi è già definito come il videogioco dei record, tanto che il New Yorker ha scritto: "Nel mondo dei videogiochi Spore ha generato un’attesa pari a quella creata nel mondo letterario dall’Ulisse di Joyce".

Dal genio di Will Wright Ideato dal genio di Will Wright, definito dai media internazionali come lo Spielberg dei videogiochi, che ha firmato titoli come The Sims, il videogioco per pc più venduto della storia, con oltre 100 milioni di copie, Spore consente al giocatore di costruire vere e proprie civiltà, partendo da una semplice "spora" che galleggia in una sorta di brodo primordiale, civiltà che dovrà guidare lungo tutto il processo evolutivo, fino a costruire società così evolute e complesse da creare navi spaziali in grado di colonizzare nuovi mondi. E a dimostrazione della grande attesa che in tutto il pianeta si è creata attorno a questo gioco - uscito in contemporanea mondiale - basta vedere alcuni dei numeri di questo vero e proprio "fenomeno", generati ancora prima che il gioco fosse distribuito nei negozi: 5 milioni di pagine web dedicate, oltre 20mila filmati con le "creature" di Spore presenti su YouTube, quasi 2 milioni di creature realizzate dai fan nei primi 18 giorni in cui e’ stato disponibile il creature creator, un vero e proprio laboratorio che consente di realizzare la propria creatura, che sara’ poi protagonista del gioco e su cui si basa il processo evolutivo.

Un gioco attivo Come per i precedenti giochi creati da Will Wright, Spore coinvolge il giocatore in modo assolutamente attivo, invitandolo a realizzare contenuti in grado di arricchire e far evolvere il proprio gioco, ma anche quello degli altri milioni di giocatori sparsi per il Mondo. E’ infatti possibile, grazie a siti come www.spore.com mettere in rete e condividere le proprie creature, tanto che il giorno di uscita del gioco si calcola che saranno disponibili oltre 3,2 milioni di specie tra animali — vertebrati e non — e vegetali, più alcuni licheni e funghi (tra quelli realizzati dagli sviluppatori e quelli che invece hanno realizzato gli appassionati), ovvero il doppio delle specie viventi esistenti sulla terra. "C’è il 38% di Dio in ognuno di noi – spiega Wright nel presentare il suo nuovo gioco – perché in soli 18 giorni, ovvero da quando e’ stato resa disponibile il creature creator, sono state create 1,6 milioni di creature digitali, più di tutte le specie esistenti sulla terra. E dato che Dio ha impiegato una settimana per plasmare il nostro pianeta e le forme di vita che lo abitano, si puo’ tranquillamente dire che chi ha preso parte al nostro esperimento possiede per il 38% qualcosa di divino".

L'unicità del game A rendere unico Spore, oltre alla storia e le tecnologie utilizzate dagli sviluppatori, hanno contribuito anche i nomi che hanno partecipato alla creazione di questo vero e proprio kolossal, per il quale Wright, che con il suo team di sviluppo sta lavorando a questo gioco da oltre 5 anni, si è ispirato a classici della fantascienza, come 2001 Odissea nello spazio, ma anche all’astrofisica e al progetto Search for extra terrestrial intelligence, tanto che la Nasa lo ha invitato a presentare il gioco in anteprima nel suo centro ricerche. Sono infatti moltissimi i divi dello sport, della musica, del cinema e della Tv che hanno voluto realizzare la propria creatura: da Carlos Santana, che ha realizzato una creatura con due braccia, forse per suonare meglio la chitarra, agli attori David Arcquette (uno dei protagonisti di Buffy e della serie Scream), Masi Oka (del serial Hero), Eljah Wood (il Frodo de Il Signore degli Anelli) e Benjamin McKenzie (uno dei protagonisti del serial culto OC), ma anche il miliardario-avventuriero Richard Branson e il regista David Lynch. A contribuire a Spore anche il celebre compositore e musicista, Brian Eno, che ha realizzato la musica, ma anche i suoni e i linguaggi che utilizzano nelle loro diverse fasi evolutive le creature protagoniste del gioco realizzate dai singoli giocatori.