Sport minori e shopping al Vigorelli

Non chiamateli sport minori, ma quelli del «non calcio». «Io non mi sento “minore“ in niente», dice il fondatore della Milano Hockey 17, Aldo Lettieri tra i tifosi e i rappresentanti delle realtà sportive non calcistiche che ieri hanno manifestato davanti a Palazzo Marino per chiedere alle istituzioni un sostegno per la sopravvivenza dello sport milanese a livello competitivo, dopo l’uscita di scena - la scorsa settimana - dei Vipers Hockey Milano dalla serie A. Una crociata guidata dall’Hockey Curva del Milano, gridata nei cori delle tifoserie dietro le bandiere rossoblu dei Vipers, impressa sugli striscioni che dicevano «La storia della nostra società l’hanno scritta queste anche queste società. Difendetele».
«Tutto ciò che non è calcio a Milano è difficile che si sviluppi - ha detto Ico Migliore, ora presidente dell’Hockey Milano Rossoblu, l’erede dei Vipers -. Mancano impianti, denaro e visibilità». Gli stessi punti riportati nella mozione presentata durante la seduta del consiglio comunale da Carlo Fidanza, vicepresidente della commissione Sport e capogruppo di An, e sottoscritta da tutti i gruppi politici. «Il Comune deve fare da cabina di regia per i finanziamenti per le società sportive minori - ha detto Fidanza -. Parliamo di realtà che hanno fatto storia. Bisogna realizzare impianti più grandi e polifunzionali evitando di creare problemi ai comitati di quartiere». «Di progetti per la costruzione di nuovi palazzetti con infrastrutture all’interno ne erano già stati pianificati, spiega Ivan Luraschi, rappresentante del comitato spontaneo per la salvaguardia del patrimonio sportivo milanese, ma poi i lavori poi sono stati bloccati dai comitati di zona». «Entro la fine dell’anno prepareremo la concessione per la gestione del Vigorelli come palazzetto dello sport polifunzionale - risponde l’assessore allo sport Giovanni Terzi dopo l’incontro con una delegazione dei tifosi -. L’impegno dell’amministrazione è di sostenere tutti gli sport minori a livello giovanile e stiamo garantendo di non far pagare il Palalido alle società di serie A. Ma abbiamo bisogno dei media». Perché facciano conoscere questi sport e i loro successi ai privati in modo che poi ci possano investire. Terzi ieri ha sposato la proposta di Alan Rizzi, presidente della commissione sport a Palazzo Marino, di creare il marchio «Club Milano» con il quale il Comune farà da cabina di regia per gli investimenti e che giudica eccellente l’idea proposta da Migliore di far comprare al Comune una pagina della Gazzetta dello Sport da dedicare agli sport «non calcio». «Ma siamo sicuri che sia sufficiente una pagina di giornale o serve un’attenzione strutturale più seria?», conclude l’assessore. Intanto domani è previsto un incontro con l’ex presidente dei Vipers, Alvise di Canossa e tra quindici giorni un nuovo confronto tra le istituzioni e i tifosi sulla mozione presentata da Fidanza.