SPORT, SPECCHIO DI UNA REGIONE

In realtà, non si è mai lamentato nessuno. Anzi, i nostri lettori stanno dimostrando di gradire l’attenzione particolare che stiamo dedicando allo sport in questi ultimi tempi. E le decine di lettere che continuano ad arrivare ogni giorno per il «derby dei tifosi» lo dimostrano. Lettere a volte dai toni splatter, a volte un po’ forti, a volte cariche di sfottò, ma sempre contrassegnate dalla grande passione. E la passione per qualcosa o qualcuno, è sempre positiva.
Però, proviamo anche l’excusatio non petita. Può essere che non tutti i lettori del Giornale gradiscano l’overdose di sport che ci sta accompagnando da maggio. Magari preferirebbero che si parlasse di più di politica, di sviluppo cittadino, di cronaca nera, di urbanistica, di cronaca giudiziaria, di spy story, di cultura, di economia o di solidarietà... Ecco, a loro - nella massima trasparenza che da sempre contraddistingue il nostro rapporto - diciamo che tutte queste pagine di sport sono anche pagine di politica, di sviluppo cittadino, di cronaca nera, di urbanistica, di cronaca giudiziaria, di spy story, di cultura, di economia e di solidarietà...
Mai come in questi giorni, lo sport - con il ritorno in Europa della Sampdoria e le vicende societarie e giuridiche del Genoa - è lo specchio di quello che accade nella nostra città e nella nostra regione. Mai come in questi giorni, raccontare queste vicende vuol dire fare contemporaneamente un fermo immagine e un lungo piano sequenza su ciò che ci circonda. Persino il garantismo, a Genova, è nato da questa assurda estate.
Semmai, c’è un’unica preoccupazione. Il fatto che le vere, grandi, passioni siano scatenate dallo sport e, ad esempio, non dalle discussioni sul futuro della città o sul ruolo della politica, è estremamente preoccupante. Non per lo sport, nè per chi, come noi giornalisti, fotografa la situazione. E’ preoccupante per una politica che non riesce più a creare passioni.