La Juve a Cagliari ritrova Zeman ma anche Allegri

Il nemico storico sulla strada dei bianconeri: "Una partita speciale negli ultimi 20 anni". Max perdonato: squalifica tolta in appello. "Bilanci? In pochi giorni tutto può cambiare"

MilanoZeman contro la Juve. Stavolta solo sul campo, però. Il che potrebbe essere garanzia di spettacolo, pur se in questo momento perfino il boemo preferirebbe qualche punto in più sacrificando un pizzico di bel gioco: il suo Cagliari è la sola squadra a non avere finora mai vinto in casa, non segna da tre partite (anomalia non da poco, visto il credo offensivo di chi lo guida) e non vince da sette. Di contro, la Juve è reduce da tre pareggi consecutivi (tra campionato e Champions) e si è vista avvicinare dalla Roma, arrivata a meno uno: «Loro hanno bisogno di punti salvezza - avverte Allegri, che a Cagliari ha scoperto la massima serie da allenatore -. Come tutte le squadre di Zeman, uno dei migliori a insegnare calcio offensivo, hanno grandi soluzioni in attacco: noi però dobbiamo tornare alla vittoria. Il nostro reparto avanzato non segna da tre partite? Non sono preoccupato: con la Sampdoria abbiamo avuto molte opportunità che però non abbiamo sfruttato».

Cagliari-Juve (ore 19) e Napoli-Parma (21), di giovedì sera: poi, via verso Doha dove lunedì ci sarà in palio la Supercoppa. Come dire: i tanti peana alzatisi finora nei confronti della Signora potrebbero andare a farsi benedire se le due ultime patite prima di Natale dovessero venire sballate. Allegri lo sa perfettamente e vola basso: «Per fare un primo bilancio aspettiamo il 22 del mese, perché in pochi giorni tutto può cambiare. Abbiamo le possibilità di fare molto meglio sia a livello di gioco che di intensità tecnica». Non è insomma ancora il momento per staccare la spina, tutt'altro. E non è nemmeno semplice usare il bilancino per dosare le forze e risparmiare eventuali cartellini: «Non mi sembra regolare andare a giocare a Cagliari con quattro diffidati a rischio per Doha (Lichtsteiner, Ogbonna, Pogba e Marchisio, ndr), ma lo stesso discorso vale per il Napoli (Albiol e Koulibaly, ndr): la Supercoppa è una partita secca che andrebbe giocata ad agosto. Detto questo, manderò in campo la formazione migliore: se il regolamento è questo, purtroppo tocca subirne le conseguenze».

Così come gli è toccato prendere atto dell'iniziale squalifica («pensavo a uno scherzo»), poi tramutata in una multa, e delle richieste del ct Antonio Conte: «L'incontro è stato positivo, bisognava parlare di cose semplici e non dovevamo certo spaccare l'atomo. Quanto agli stage, le date Fifa vanno rispettate anche perché i giocatori non sono miei ma della Juventus: è un discorso che andrebbe fatto tra la Federcalcio e le società. Io, comunque, sono contento se i miei calciatori vanno in Nazionale e fanno bene». Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma. Senza volere giudicare nemmeno lo stop inflitto a Garcia, ma pensando solo al Cagliari: Llorente (tre gol ai sardi la passata stagione) tornerà al fianco di Tevez, Ogbonna e Chiellini saranno i centrali vista la squalifica di Bonucci, mentre stavolta potrebbe riposare Pogba per un centrocampo al cui vertice ci sarebbe Pereyra come trequartista. Vidal si salverebbe insomma dalla bocciatura odierna, anche se lo stesso Allegri ammette che «nel corso della stagione da lui mi aspetto di più». Il tutto, mentre il Grande Nemico Zeman sogna il colpaccio: «Per me una partita speciale? Come da vent'anni a questa parte».