Solite Mercedes, ma Seb fa sperare

Rosberg quarta pole di fila, errore di Hamilton. Vettel 3°, Kimi coi freni ko. Ma c'è tensione Ferrari-Todt sul diritto di veto posto sui motori low cost

Tutto più o meno come previsto anche in Messico tornato mondiale dopo 22 anni di purgatorio con una pista dai trascorsi nobili e tragici ora riveduta e corretta. Alonso ha proseguito nel proprio calvario, restando lontano da Q2 e Q3, così come le due Mercedes nel fare il bello e cattivo tempo anche in quota (ai 2400 m di Mexico City), velocità monster grazie alla rarefazione dell'aria, cose tipo 364 all'ora, mica pizza e fichi. Vettel 2° sia in Q1 che in Q2 ha chiuso 3° dietro a Rosberg alla quarta pole di fila con Hamilton subito a seguire causa errorino finale. Per Seb meglio del quinto crono di una settimana fa ad Austin. Per il tedesco e la Rossa c'è ora più di un motivo per guardare alla gara di oggi con ottimismo visto l'ottimo passo gara mostrato nelle libere del venerdì. I maranelliani guarderanno anche al cielo perché la pioggia potrebbe scombinare in negativo i loro i piani. Non a caso Seb dice «ho provato di tutto, loro sono più veloci, però in gara...».

Tutto più o meno come previsto per Raikkonen. Nel senso: zero cose belle. Stavolta per colpe non sue. Motore kaputt nelle ultime libere e freni impazziti nel q2. Fatto sta, 13° tempo (più penalità di 5 posti per cambio sostituito) e penultima fila quasi stile Vale Rossi. Kimi non ha fatto a cazzotti con Marquez, bensí con la dea bendata che essendo femmina è molto, ma molto più pericolosa.

Adesso tutti con gli occhi su Rosberg. Da una parte avrà Hamilton e dietro, su lato pulito, un affamato Vettel. Questo alla voce piloti. Alla voce monoposto, Red Bull indecisa se immolare boss Horner la cui testa pare sia stata chiesta dalla Renault per far pace, e Force India pronta a diventare Aston Martin. E c'è polemica sui motori low cost ai team minori (a 7 mln anziché 20) proposti dallo Strategy group. La Ferrari ha esercitato il diritto di veto (che solo lei detiene), «un nostro diritto» ha detto Arrivabene. E Todt presidente Fia non ha gradito. Todt che a capo della Ferrari fu l'ultimo a usarlo.

Commenti

agosvac

Dom, 01/11/2015 - 13:39

La Fia ha fortemente voluto questi motori costosissimi e del tutto inutili visto che quelli precedenti avevano prestazioni migliori e costavano molto meno. Ora vorrebbe ridurre i costi a scapito da chi li costruisce con ingenti investimenti di capitali. Ha fatto più che bene la Ferrari ad opporsi. Che restino fino alla scadenza naturale, poi è più che giusto sostituirli con motori più degni!!! Tra l'atro questi "ibridi" della F1 non hanno niente a che vedere con gli ibridi commerciali, sono completamente diversi e molto più complicati e costosi, inapplicabili a vetture normali. Todt li ha voluti, ora se li pianga!!!!!