Miha, la Samp ti allunga la vita

Poker rossonero a San Siro

C'è sempre una prima volta. C'è la prima volta del Milan di Mihajlovic che, a San Siro, teatro non sempre ospitale di prove esaltanti domestiche, che dispone agevolmente del rivale e chiude i conti addirittura in meno di 50 minuti, un autentico record per i precedenti in materia. C'è anche la prima volta di una squadra, quella rossonera, capace di apparecchiare calcio fluido e piacevole, e non soltanto a risultato acquisito, divertente in alcuni snodi così da zittire persino la curva degli ultrà ostile (come al solito) solo con Adriano Galliani. Forse è merito anche del nuovo sistema di gioco, il 4-4-2 disegnato da Sinisa come terza soluzione ai suoi problemi. Di sicuro appare più uno schieramento razionale e utile dei precedenti e magari più adatto al gruppo perché consente a Bonaventura a Cerci di esprimersi negli spazi secondo le rispettive migliori caratteristiche. Di sicuro, da segnalare, c'è la prima volta in cui un talento grezzo, passato dalla scuola di Gasperini a Genova l'anno passato e valorizzato nel ruolo di seconda punta effettiva, insomma non decentrato sul binario, Niang quindi, scoperto da Galliani, può brillare sotto la luna piena di ieri sera e mettere in mostra qualità che fanno pensare a un futuro di sicuro splendore. Il francese propizia il primo gol di Bonaventura, poi si prende la responsabilità del rigore (2 a 0) togliendo l'incarico a Bacca, e infine, come un vero predatore, approfitta dell'errore grossolano di Viviano (rinvio maldestro) per rapire palla sul limite e firmare il comodo 3 a 0. Per lui applausi alla sostituzione: è il battesimo di San Siro, a tutti gli effetti. La striscia finale del 2015 comincia così con un successo largo e beneaugurante che richiede prontamente, martedì sera, la conferma nella sfida di coppa Italia col Crotone. Fa specie la resa della Samp, appena affidata alle cure di Vincenzo Montella che deve impegnarsi a fondo per rianimare una squadra spenta nel fisico oltre che nella testa, spolpata dalla precedente conduzione tecnica di Zenga e giunta a questo punto del torneo con le gomme sgonfie. È tenera come un grissino la Samp, e le istruzioni (palleggio lavorato) del tecnico appena liberato dalla Fiorentina forse ne moltiplicano i problemi in questa curva della stagione. I cambi della ripresa (da Bonazzoli a Palombo) procurano pochi slanci e rari lampi di reazione, dettata più dalla decisione del Milan di tirare i remi in barca. Proprio su Montella c'è una frase di Galliani, prima di cominciare, che la dice lunga. «Abbiamo fatto un ragionamento su di lui ma siamo contenti di Mihajlovic» la dichiarazione. Traduzione per i non addetti ai lavori: Montella non arrivò a Milanello perché non liberato dalla Fiorentina che reclasmava all'epoca i 5 milioni di clausola. Adesso Mihajlovic può prendersi una piccola rivincita. Intanto il suo Milan si libera comodo della Samp, poi le rifila una bella batosta e il presidente Ferrero ha poco da ridere dopo le quattro pappine (in gol anche Luiz Adriano). E il rigore di Eder per il 4-1 finale certo non gli cambia l'umore.