ma il 200° oro non diventi una maledizione

di Elia Pagnoni

C'è sempre una spada a cui aggrapparci. C'è sempre la scherma che viene in eterno soccorso all'Olimpiade azzurra. Ma non riesce a girare fino in fondo questa prima giornata dell'Olimpiade carioca. Strana giornata di illusioni e di rimonte, che alla fine lascia con l'amaro in bocca, pur se con un argento in tasca. Anche quando sembrava che Rossella Fiamingo potesse ridare luce a una giornata nera. Doveva essere il giorno di Vincenzo Nibali o quello della nostra tiratrice di punta, poteva ripetersi il miracolo dei nostri arcieri, e invece tutto si è messo nel modo più sbagliato. Flop nel tiro a segno, delusione nell'arco con quel 6-0 dai cinesi che nessuno poteva immaginare, Nibali, l'eroe di tante imprese, che finisce per terra proprio nel momento in cui sembra volare verso l'oro strameritato. L'Italia comincia a pensare che questa Olimpiade sia proprio in salita.

Poi però arriva il colpo di scena. Quando Rossella, a una manciata di secondi dalla fine della semifinale contro la cinese Sun Yiwen, trova l'orgoglio, la forza della disperazione di ribaltare lo svantaggio e qualificarsi al fotofinish. Un'impresa che aveva già ripetuto nei turni precedenti, partendo incredibilmente sempre in svantaggio e dovendo poi rincorrere la rivale di turno. Proprio il contrario di quello che purtroppo ha fatto Nibali: lo squalo è partito all'assalto del gruppo, ha lasciato per strada tutti, gli stavano aggrappati a fatica solo Henao e Majka, ma nessuno sembrava in grado di rimontarlo. Ma anche qui c'è il colpo di scena. Al contrario.

Ma la giornata doveva essere proprio stregata fino in fondo, visto che anche Rossella, dopo aver rimontato le rivali ad ogni turno, nell'ultimo assalto ha subito a sua volta il ritorno della Szasz. Il duecentesimo oro è rimandato: speriamo non diventi una maledizione.