La «300 Miglia» al volante di Smart tra prove di abilità e senza il Gps

La ultra compatta se la cava bene anche tra curve e saliscendi

Valerio Boni

Per compensare l'effetto della Smart gigante, con dimensioni moltiplicate per tre, che è impossibile non vedere nel padiglione attraverso il quale si accede al Motor Show, Mercedes ha deciso di realizzare anche qualcosa in miniatura per celebrare il ritorno dell'importante appuntamento bolognese dedicato ai motori. Una 300 Miglia, versione ridotta e casalinga della più celebre Mille Miglia, gara nella quale la Casa tedesca detiene il record di velocità media stabilito nel 1955 da Stirling Moss con 157,650 km/h.

Per l'occasione ha immatricolato 20 tra fortwo e forfour dell'ultima generazione e le ha affidate ad altrettanti equipaggi composti da giornalisti impegnati in una competizione di regolarità. Così, invece di scegliere la via più veloce tra la sede di Roma e il centro di Bologna, sono state ripercorse le strade secondarie, da seguire alla vecchia maniera, senza navigatore Gps, ma con le note lette dal compagno di viaggio. La formula della prova di regolarità è semplice, si basa innanzitutto sul rispetto del Codice e la classifica è stilata in base al rispetto delle medie imposte per ogni tappa e ai tempi ottenuti nelle brevi prove di abilità. Otto le ore necessarie per percorrere i 480 km del percorso e non devono trarre in inganno le medie orarie, in questo caso comprese tra i 45 e i 75 km/h, che possono sembrare ridicole, ma in realtà non lo sono, perché le incognite lungo la strada in grado di generare ritardi possono essere molte. Il regolamento parla chiaro, sono penalizzati non solo i ritardi, ma anche e soprattutto gli anticipi (gli orari vanno calcolati e gli errori sono in agguato), in più si sommano le differenze rispetto ai tempi imposti nelle varie prove, con penalizzazioni per ogni centesimo di secondo di differenza.

Pilota a guida e navigatore devono continuamente essere concentrati, ma almeno la 300 Miglia è stata semplificata dal tipo di auto utilizzate, che si sono dimostrate a proprio agio anche se impegnate fuori da quello che è considerato il tipico habitat naturale. Peso, dimensioni ultracompatte, cambio automatico e un comfort che va oltre le aspettative, sono caratteristiche che si apprezzano in città, ma che risultano perfette anche tra curve, tornanti e saliscendi.