Dopo 7 anni Klopp saluta il Borussia. Ora dove andrà?

"Il Dortmund aveva bisogno di un cambiamento", dice il tecnico dei gialli. "Non ho alcuna offerta". Ma si parla già del Manchester City

Juergen Klopp, allenatore del Borussia Dortmund

Iniziano le grandi manovre sulle panchine dei grandi club europei. Dopo sette anni Jurgen Klopp saluta il Borussia Dortmund. "Ho sempre saputo che avrei detto quando non sarei più stato l'allenatore ideale per questo club", ha spiegato ai giornalisti, accanti ai dirigenti gialloneri, Hans-Joachim Watzke e Michael Zorc. "Il Dortmund bisogno di un cambiamento. Ho scelto questo momento per fare il mio annuncio in modo da non creare pressioni legate alle tempistiche, come è avvenuto negli ultimi anni con alcune decisioni dei giocatori. Sicuramente, questa è la decisione giusta". "Noi tutti, a Dortmund, ora dobbiamo prepararci per la partenza nelle prossime settimane, una partenza degna dei tuoi successi" ha detto il direttore sportivo Michael Zorc a Klopp. Il tecnico è arrivato a Dortmund nel 2008 dal Mainz, ha vinto con i gialloneri due scudetti e una Coppa di Germania, sfidando il Bayern Monaco per il predominio in Bundesliga. Sotto la sua guida il Borussia ha anche raggiunto la finale di Champions League nel 2013, presa contro il Bayern. Tutti ora si chiedono dove andrà Klopp: secondo i bookmaker internazionali in pole position c'è il Manchester City (quotato a 2,10), seguono Real Madrid (6,5), Arsenal e Liverpool (7,00) e Barcellona (8,00).

La sua uscita di scena potrebbe scatenare un effetto domino di vasta portata. Blindata la panchina della Juve, anche in Italia tutto può succedere: dal Milan, anche se il momento più nero di Inzaghi sembra passato, al Napoli il cui divorzio con Benitez appare nelle cose, fino alla Roma, il cui feeling con Garcia è appeso al filo Champions.

Intanto Klopp, che ha ufficializzato la rescissione consensuale - a fine stagione - del contratto di recente prolungato col Dortmund fino al 2018, ha assicurato di "non avere alcuna offerta in mano". Ma dalla Premier League riaffiora l’ipotesi Manchester, sponda City. Il cileno Manuel Pellegrini è ormai a fine corsa e l’allenatore di Stoccarda sembra la figura ideale per prenderne il posto. Klopp è un obiettivo fattibile, anche se in cima alla lista dei desideri dei Citizens resta Carlo Ancelotti, del quale il club inglese apprezza l’esperienza internazionale, ritenuta essenziale per puntare finalmente alla Champions, dopo stagioni di delusioni europee a fronte di investimenti faraonici.

E qui si innesta la seconda ipotesi per Klopp, che lo porterebbe proprio sulla panchina del Real Madrid, al posto del tecnico emiliano. Ancelotti, per ora, è stato blindato dal presidente Florentino Perez. Eppure ultimamente è stato molto criticato, specie dai tifosi, nonostante i quattro trofei vinti nel 2014. Se non dovesse arrivare nè la Liga (ormai quasi sfuggita) nè la Champions potrebbe saltare. Più tranquilla la situazione dell’Atletico Madrid, dove Diego Simeone ha prolungato fino al 2020. Un’altra panchina "calda" è quella del Paris Saint Germain.

Il patron Nasser Ghanim Al-Khelaifi, a capo del gruppo qatariota che nel 2010 ha rilevato la società, non si è mai appassionato a Laurent Blanc, nonostante i buoni risultati in Ligue 1. Aver eliminato il Chelsea dalla Champions ne ha risollevato le sorti, ma la guida della formazione parigina fa gola a molti, non solo perchè promette ingaggi da 5-6 milioni di euro a stagione, ma anche per il budget a disposizione della campagna acquisti. Il posto di Blanc - accostato in passato al Manchester United, che però al momento è soddisfatto dell’olandese Louis van Gaal - potrebbe andare a Rafa Benitez, in scadenza di contratto con il Napoli. L’allenatore spagnolo preferirebbe tornare in Premier League, per riavvicinarsi alla famiglia rimasta a Liverpool, ma non potrebbe dire no al richiamo del Parco dei Principi. Luciano Spalletti è interessato a sapere come finirà.

A proposito di panchine eccellenti, l’Italia si tiene stretta quella di Antonio Conte. Il tecnico leccese la scorsa stagione era stato tentato dal Psg. "È naturale che qualche club possa venire a chiederlo - ha detto il presidente della Figc, Tavecchio - i cambiamenti fanno parte della vita. Ma Conte ha un contratto e lo rispetteremo".