Accorsi-308, che coppia Lo sprint di Leon Cupra

L'attore si cimenta sulla Peugeot Racing Cup «Lanciati» con Wyhinny, direttore di Seat Italia

Pierluigi Bonora

Cesare Gasparri Zezza

Cervesina-Castellolì La metamorfosi di un bravo attore in pilota che, da un po' di tempo a questa parte, deve dividersi tra il set e gli impegni agonistici con Peugeot Sport sotto la guida di Massimo Arduini, titolare del team che ha curato la preparazione della nuova 308 Racing Cup. Stefano Accorsi, per la serie «ma chi me lo ha fatto fare?», senza però pentimenti, dopo i successi di «Veloce come il vento», per il quale è stato premiato con il David di Donatello, si presenta direttamente in tuta da gara al vernissage della 308 Racing Cup. È il modello più estremo della gamma che succede alla 308 GTi, con i suoi 308 cv, e più leggera di 180 kg rispetto al modello precedente. Accorsi e Arduini partecipano al Campionato italiano turismo TCT con ambizioni di podio. Con loro, alla presentazione, con tanto di giacca da gara, anche Massimo Roserba, direttore generale di Psa Group Italia.

A cimentarsi sul circuito «Tazio Nuvolari», a Cervesina, nell'Oltrepo pavese, sono subito l'attore-pilota e il pilota-istruttore: tanti giri di pista accompagnati dall'esaltante rombo della 308 Racing Cup, ordinabile da privati e team direttamente sul sito Peugoet Sport al prezzo di 74.900 euro, tasse escluse.

La nuova avventura con il Leone dell'attore bolognese sarà ripresa nelle sue varie fasi dalle cineprese del regista Matteo Rovere che realizzerà un video che promette di essere molto emozionante.

Il bolide è equipaggiato con lo stesso motore 1.6 THP della 308 GTi by Peugeot Sport, potenziato di 38 cv. Un tocco italiano riguarda l'adozione di un impianto frenante Brembo ulteriormente potenziato. «Le macchine sono sempre state la mia passione - ha spiegato Accorsi, al quale il collega Arduini ha imposto, prima di salire in auto, di dare un bacio e accarezzare l'auto -. Veloce come il vento mi ha portato in pista. I tempi sul giro? Hanno iniziato a scendere».

Dall'Italia alla Spagna, e da un marchio francese a uno iberico. Anche se aumentano le responsabilità e i rischi, provare una vettura in pista è sempre un piacere. Prima di sedersi nell'abitacolo si partecipa a un breafing con un pilota che aiuta a capire meglio l'auto e la pista. La sicurezza viene prima di tutto. A Castellolì, un circuito a 30 minuti da Barcellona, alla fine del primo turno di prove della Seat Leon Cupra (acronimo di Cup Racer), la vettura più «cattiva» realizzata dalla Casa di Martorell: propulsore a benzina 2.0 litri Tsi capace di erogare 300 cavalli, ci ritroviamo a fare da passeggeri.

La Cupra è guidata Gianpiero Peter Wyhinny, l'italo-britannico direttore della filiale italiana di Seat. Impostato il programma race, il sound avvolge l'abitacolo. Il tempo di scaldare le gomme e Wyhinny si lancia sulla prima curva: scalata, il cambio doppia frizione a 6 rapporti Dsg dimostra una notevole rapidità, le sospensioni con ammortizzatori controllati elettronicamente e l'Adaptive Chassis Control rispondono ottimamente anche quando si sale sul cordolo.

Gli pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2 aggrappandosi all'asfalto permettono ai 300 cavalli di esprimersi al meglio. Tra una curva e l'altra con il direttore di Seat tocchiamo diversi argomenti: dalla crescita del marchio negli ultimi anni che ha superato il 63%, al superbollo che penalizza le potenze oltre i 185 kW che dovrebbe andare in soffitta per consentire all'intera filiera dell'automotive di ripartire. Mentre ci avviciniamo all'ingresso dei box raffreddando i freni, il nostro stomaco fa capire che non potremmo mai fare il navigatore. Un sorriso, una stretta di mano e si scende. Un collega è già pronto a prendere il nostro posto.

Questa Leon Cupra è già disponibile presso i concessionari della rete Seat al prezzo di 36.600 euro.