Acquisti oltre il miliardo ma è il Chelsea che ha speso meglio

Londra Si fa presto a dire Manchester United. Sono le provinciali inglesi gli indicatori più accurati della distanza siderale che separa il nostro calcio dalla Premier League. La mecca del mercato calcistico, che quest'anno per la prima volta – in barba al vento d'austerity che soffia sul Continente – ha sfondato il tetto del miliardo di euro. Nessuno al mondo spende tanto. Per capirsi: Italia, Spagna e Francia assieme totalizzano di meno. Il mercato della Bundesliga si ferma ad un quarto. E il divario è destinato a crescere. Rispetto a 12 mesi fa i 20 club della massima serie inglese – confermando una tendenza ormai decennale - hanno speso 100 milioni di euro in più. Una crescita generale, senza esclusioni. A partire dalle neopromosse. A Burnley, con un bacino d'utenza decisamente più piccolo del Cesena, il saldo passivo è stato di 10 mln, 15 quello di Leicester e Crystal Palace, quartiere degradato di Londra. Per restare nella capitale, i Queens Park Rangers hanno investito 45 mln nell'ultimo mese, acquistando quel Sandro che per settimane era stato l'oggetto del desiderio del Napoli. Mentre l'Hull City, la quintessenza delle squadre underdog, solo nell'ultima giornata di mercato ha ingaggiato quattro nuovi giocatori, tra i quali Abel Hernandez del Palermo per 12 mln (chiudendo con un rosso superiore ai 25).

Gli inglesi spendono perchè incassano, dalla vendita dei diritti tv (l'ultimo contratto garantisce 3,5 miliardi), dagli stadi di proprietà e dal merchandising che genera entrate milionarie. Quando il calcio diventa business, un sistema virtuoso che attrae investitori (americani, russi, arabi) e produce una sarabanda di acquisti.

Così se il Milan, dopo l'ottavo posto chiude il mercato addirittura in attivo, lo United – identico piazzamento – mette sul tavolo 200 mln, centra l'acquisto più caro (Angel Di Maria, al Real Madrid oltre 70 mln) e strapaga 40 mln un terzino di 18 anni (Luke Shaw dal Southampton), stabilendo il nuovo recordo di passivo per un'unica sessione (160 mln). L'impressione generale è che all'Old Trafford avessero una certa urgenza di colmare la distanza dalle migliori. Che pure hanno investito e si sono rafforzate, ma seguendo logiche più riconoscibili. Con il tesoretto garantito da Luis Suarez il Liverpool ha rifatto la squadra (-55 mln di passivo), portando ad Anfield anche Mario Balotelli. Meno roboante del solito l'estate del City che pure è riuscito a spendere 42 mln per un difensore (Eliaquim Mangala), solo tre presenze con la Francia. Chirurgico, efficente ed oculato, il mercato del Chelsea primeggia per distacco. José Mourinho è riuscito a rinforzarsi (Diego Costa, Cesc Fabregas, Felipe Luiz), rottamando quelli che riteneva ferri vecchi (Ashley Cole, Frank Lampard, Fernando Torres) e chiudendo in sostanziale pareggio i conti: un capolavoro manageriale.