Addio all'uomo che inventò... l'uovo

Si è spento Vuarnet, lo sciatore che introdusse la posizione raccolta nella libera

Marcello Di Dio

Era nato in Africa ma amava la neve visto che era cresciuto a Morzine, luogo vicino al quale creò Avoriaz, un'apprezzata stazione sciistica al confine tra la Francia e la Svizzera. Il mondo del circo bianco piange il francese Jean Vuarnet, olimpionico della discesa libera nel 1960 e direttore tecnico della nazionale azzurra tra il 1968 e il 1972, morto all'età di 83 anni nella casa di famiglia a Sallanches, alta Savoia, a causa di un ictus.

Ai Giochi di Squaw Valley, oltre a conquistare l'oro, Vuarnet intuì che la posizione più aerodinamica in natura imitabile dall'uomo era quella di un uovo. Così, nei tratti in cui non doveva curvare, avanzò le braccia e piegò il busto tanto da sembrare, da una visione laterale, un uovo con le gambe. Con quella posizione di massima raccolta si raggiunsero dunque velocità mai toccate dagli «uomini jet». Oltre ai risultati sportivi, è stato anche un grande imprenditore, fondando la nota marca di occhiali e di abbigliamento che porta il suo nome.

Vuarnet è entrato nella storia come altri sportivi che hanno lasciato un'impronta nelle loro discipline. L'inglese Dick Cavill lanciò il crawl (l'attuale stile libero del nuoto) nel 1902 dopo averlo imparato in Australia. Dick Fosbury, 21enne saltatore in alto di Portland, decise che fosse meglio superare l'asticella di schiena invece che di pancia e vinse il titolo olimpico a Messico 1968. Antonin Panenka, centrocampista della Cecoslovacchia agli Europei del 1976, nella serie dei rigori della finale contro la Germania mostrò per la prima volta il tiro «a cucchiaio» ovvero un lieve, elegante e morbido semicerchio che si posò in rete. Nel basket Kareem Abdul Jabbar inventò lo «sky hook» (il gancio cielo) quando l'Nba decise di abolire le schiacciate, mentre il motociclista finlandese Jarno Sarrinen creò lo stile di guida con il ginocchio divaricato in fuori quasi a toccare l'asfalto, stile poi perfezionato dall'americano Kenny Roberts. La volée alta di rovescio, una sorta di smash con le spalle rivolte alla rete era invece il colpo preferito di Adriano Panatta, ribattezzato dal giornalista Rino Tommasi la «veronica», rifacendosi a un gesto del torero durante la corrida mentre la statunitense Chris Evert è stata la pioniera del rovescio a due mani. La tecnica del pattinato o skating nello sci di fondo è stata invece inventata agli inizi degli anni '80 dal finlandese Pauli Siitonen e in tempi più recenti è nato il «Movimento Cassina» dall'omonimo atleta italiano olimpionico ad Atene 2004: un salto teso con avvitamento a 360° sull'asse longitudinale nell'esercizio alla sbarra, riconosciuto e certificato ufficialmente nel 2002 dalla Federginnastica internazionale.