Agli Europei l'inversione di tendenza ma con i nuovi ct torna tutto in gioco

Conte rovesciò la storia contro Del Bosque, ma ora c'è Lopetegui

Tre mesi dopo: negli occhi e nel cuore Italia-Spagna, all'europeo in Francia. Fu la vendetta, due a zero, Chiellini e Pellé e vai ai quarti di finale. Italia imprevista, finalmente tosta, veloce, nevrile, secondo usi e costumi del suo allenatore, Antonio Conte. Spagna sbalordita, quasi rassegnata, seguendo il tramonto di Vicente Del Bosque, il suo maestro.

Tre mesi dopo, stessi attori ma mancano i registi, non ci sono più né Conte, né Del Bosque, l'Italia è di Giampiero Ventura, la Spagna è di Julien Lopetegui, due personaggi alla ricerca di un autore. Il mondo non li conosce, il mondiale li aspetta a meno di clamorose torte in faccia che potrebbero arrivare dall'Albania di De Biasi.

Ventura va sull'ovvio, non fa rivoluzioni, non si fida, per ora, dell'eroe nizzardo, Balotelli Mario, di nuovo di gran moda; lascia in Inghilterra il rigorista clown Zaza, recupera un francese assente a giugno, Verratti ma alle prese, in eterno, con problemi di salute fisica. Ventura sa che la nuova Italia deve essere uguale all'ultima che non è affatto vecchia ma non può avere alternative: o gioca da squadra, da spogliatoio unito, quasi una camerata di caserma, oppure si sfalda.

La Spagna ricorre al gruppo del Real e del Barcellona, era da tredici anni che non si vedevano sei calciatori del Real in nazionale, cinque quelli che arrivano dal club catalano, i due grandi club sono reduci da pareggi e disfatte di Liga, mentre l'Atletico del Cholo Simeone che va a mille, come appunto lo fu l'Italia di Conte, offre due convocati, Koke e Saùl. Al raduno di Las Rozas silenzio stampa, nessuno dei convocati ha aperto bocca sulle ultime di campionato, nemmeno Sergio Ramos, il capitano, ha voluto spiegare come stiano le cose a Madrid e che cosa accadrà a Torino. Lopetegui ha voluto convocare Isco che nel Real finora ha giocato, tra campionato e Champions, 78 minuti complessivamente, ha bocciato Mata e Santi Cazorla titolari del Manchester United e dell'Arsenal, preferisce gente abituata a soffrire che uomini che vivono di rendita. Sarà curioso per Morata tornare nello stadio dove era diventato un idolo prima dell'apparizione di Dybala, così come Callejon che torna in squadra dopo due anni, mentre Fabregas è fuori dal giro sia del Chelsea che della nazionale.

L'autunno è un mese trappola, dopo le amichevoli si deve dire la verità, questa sfida è, dunque, una stazione pericolosa sia per noi, sia per gli spagnoli alla ricerca di un passato non del tutto perduto ma sicuramente smarrito. Di fatto dopo la sfida di Francia, si sono ribaltati i ruoli. Stavolta è l'Italia favorita, Ventura è chiamato a ribadire non soltanto il risultato ma la condizione psicologica della squadra, così come la Spagna non può perdere ancora, per Lopetegui sarebbe già l'apertura di una crisi.

Commenti

risorgimento2015

Mar, 04/10/2016 - 15:12

Sono sorpreso che l'Italia riesca a fare una nazionale tutta (non tutti) di italiani , ma` se continua cosi chi ci mandiamo al prossimo campionato del mondo ,pensionati, cadaveri, dell'era passata.