Aldo e Tatanka, fine corsa Arianna e Italvolley rosa è un risveglio choc a Rio

L'ultima recita di Russo e Montano è stonata. E la Errigo stecca da numero uno del fioretto

RIO DE JANEIRO - Arianna Errigo si appoggia al suo fioretto come fosse una stampella, Marco Bonitta sbatte il suo iPad neanche fosse un bloc notes, Clemente Russo agita i pugni e impreca all'ingiustizia. Diciamo la verità: dopo i primi giorni passati a correre da una parte all'altra di Rio per raccogliere medaglie, la delusione fa un po' tristezza. Prevista, per carità, ma arrivata da quelli che invece tutta l'Italia era pronta a festeggiare. E che invece hanno perso l'autobus neanche fosse una navetta della barcollante organizzazione carioca.

La sequenza è da brividi, perché i colpi si susseguono a ritmo infernale. Comincia Arianna Errigo, negli ottavi di finale del fioretto che per lei dovrebbero essere formalità: la canadese Harvey ha solo 21 anni, sette di meno e questo vuol dire anche meno esperienza, e ad un certo punto Arianna si mette a distanza di sicurezza. A quel punto però l'arma si inceppa, la testa pure. E succede il disastro: Errigo out, l'Italia perde una medaglia certa. Arianna così arriva venti minuti dopo la fine del match, appoggiata al fioretto e con il pianto in tasca, che partirà quando qualcuno le chiede delle prossime Olimpiadi: "Tokio? Avrò 32 anni, chissà mai se ci andrò. Questo era il momento, questa l'età perfetta. Tokio non so neanche dove sia adesso". È la terribile macumba dei Giochi, accade a Rio come in tante altre occasioni passate: il favorito perde, così è la vita. Solo che in questo caso l'autobus ripassa tra troppi anni: "C'era qualcosa che non andava, dal primo a assalto non ho tirato libera, alla prima difficoltà sono crollata. Mi sentivo distrutta, e pensare che mi alleno da un anno per questa gara Mi allenavo da una vita...".Via allo sconforto, mentre quasi in contemporanea c'è il crollo finale del volley femminile. E allora: dov'è Valentina? La domanda sorge spontanea e coach Marco Bonitta non si può sottrarre. Contro l'Olanda è un 3-0 che vale la terza sconfitta su tre, dentro un Maracanazinho che ha trasformato la pallavolo in una festa da discoteca: assordante e esagerata. Sì, ci sarebbe anche il caso che vincendo le ultime due magari intanto gli Usa ne perdono tre, ma suvvia, lasciamo stare E dunque allora dov'è Valentina Diouf? Liquidata alla vigilia dei Giochi con un sms per far posto ad Alessia Gennari che ieri non è neppure entrata in campo: "Eppure io rifarei tutto quello che ho fatto assicura Bonitta -: Non ho rimpianti, ho agito nell'interesse della squadra. E in questi casi si vince e si perde tutti assieme". Si perde purtroppo, anche se Serena Ortolani, una delle veterane, invita a non scoraggiarsi: "La squadra è giovane, e oggi per la prima volta l'ho sentita davvero squadra. Il futuro è loro, ce la faranno".

Ce la faremo, superando anche le ultima tappe della delusione. Perché ancor prima che Montanto esca agli ottavi nella sciabola contro il russo Kovalev (era una speranza, non una certezza) Clemente Russo esce dal ring sconfitto. Tatanka battuto nei massimi da Tishenko, verdetto qualcuno dice discutibile, anzi "un vero furto" assicura il ct Francesco Damiani: "Vogliono favorire gli atleti dell'Est Europa". Fatto sta che sul ring non abbiamo quasi più nessuno. E che noi, per la prima volta qui a Rio, ci sentiamo un po' storditi.