Alfano sfida agli ultrà "Sanzioni come ai mafiosi"

Alfano lancia la guerra santa alla violenza negli stadi

Alfano in campo per la sicurezza negli stadi

A poco meno di due mesi dal tragico agguato a Ciro Esposito, nel pomeriggio odierno all'esame del Governo vi è l'ennesimo decreto con cui si cercherà di estirpare il virus della violenza negli stadi e nelle zone ad essi vicine. Il Ministro dell'Interno ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto, ma ha fatto capire come la strada per arrivare a quella che è la versione definitiva del decreto è stata "tutt'altro che semplice".

Tuttavia Alfano ha fatto presente come scopo primario delle nuove norme sia quello di sempre, ovvero fare in modo che chi va allo stadio solo per mettere in atto comportamenti violenti non possa più recarvisi e restituire quindi alle famiglie la gioia di poter assistere ad una partita. Al centro di questo nuovo decreto vi è, così come accaduto nelle precedenti occasioni, il Daspo. Le nuove norme prevedono che chi dovesse rendersi protagonista di scontri allo stadio avendo sulle spalle già un provvedimento di questo tipo, si troverà a dover fare a meno delle partite dal vivo per un periodo che andrà dai 5 agli 8 anni. Sono previste sanzioni anche per chi esporrà in curva striscioni non consoni e per chi si produrrà in violenze all'esterno degli impianti. Una novità è il cosiddetto Daspo di gruppo, anche se Alfano ha rassicurato sul fatto che:

"La responsabilità penale rimane individuale e bisognerà valutare caso per caso".

A chi gli ha chiesto se non vi sia il rischio che il Daspo venga depotenziato dalle sentenze dei Giudici, Alfano ha risposto che il Governo ritiene che ciò non accadrà se:

"I questori, così come suggerito dai giudici stessi, andranno a motivare meglio i provvedimenti".

Quindi ha ribadito come, per rendere effettivo il Daspo, basterà un semplice provvedimento del Questore, senza alcun bisogno di un intervento del giudice.

Infine il leader dell'Ncd ha difeso la scelta di non inserire una norma che avrebbe eliminato dal mondo del calcio il tifo organizzato, affermando che:

"Il rigore delle sanzioni verso coloro che si rendono protagonisti di atti di violenza può arrivare alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale, misura fino a oggi prevista per i criminali più pericolosi, che appartengano ad associazione mafiose e non, il che dovrebbe ridurre i comportamenti violenti e vessatori".