Allegri cerca Balotelli: "Lo voglio leader"

Per i compagni ormai è El loco. Il tecnico: "Deve migliorare in attesa dei giocatori di classe". Tornano Poli e Abate, dubbio Niang-Robinho

Milanello - È il segno dei tempi, molto magri per il blasone rossonero, e la conseguenza della strage di infortuni avvenuta a Milanello: poche storie, sbarca a San Siro un Napoli superfavorito. «Merito dei 9 punti in classifica rispetto ai nostri 4» è la spiegazione offerta da Allegri che non può certo deprimere la truppa e nemmeno il popolo dei tifosi e sorvola sul resto, sul mercato di De Laurentiis, puntando piuttosto sul "diabolico Higuain" e sul lavoro di Benitez che in due mesi ha cambiato la testa oltre che il calcio praticato dal Napoli di Mazzarri. «É difficile per noi ma è difficile anche per loro» aggiunge il livornese per testimoniare l'orgoglio patriottico.

Morale: il Milan non può fare il Sassuolo arrendendosi al ruolo di vittima predestinata. Pazienza se i lamenti sul gioco esibito col Celtic si moltiplicano. Allegri è giustamente realista: «Non posso chiedere ai miei giocate da fuoriclasse. Quando torneranno Kakà, Montolivo e Robinho, vedrete che la cifra tecnica sarà diversa» l'osservazione da condividere ma che stasera non può valere come alibi. Non tanto perché tornano nella mischia Abate in difesa, Poli a centrocampo e uno tra Niang e Robinho in attacco. No. Il motivo è molto più semplice: una eventuale sconfitta dal Napoli farebbe fuori il Milan dai piani alti della classifica e aggiungerebbe ai noti ritardi e alle insoddisfazione estetiche anche un distacco enorme da velleità di terzo posto. Piuttosto, non è la corsa, alias la condizione fisica, il punto debole dei rossoneri. Allegri, sul punto, è categorico. «Finiamo le partite correndo» sottolinea e non è una semplice difesa d'ufficio del suo staff, messo in croce anche per il numero degli acciacchi muscolari registrati in questo settembre nero. «L'importante è confermare la compattezza di squadra» la raccomandazione di Allegri che non nasconde più certi obiettivi del passato (Hamsik, il famoso mister x di un anno fa: «L'avevo a Brescia, può ancora migliorare») e spedisce a Balotelli consigli per migliorare. «Qui deve capire cosa vuol dire giocare da titolare fisso e passare dal ruolo di comprimario a quello di protagonista assoluto».

Ancora una volta è lui, SuperMario, con quel ruolino di marcia inquietante (mai battuto il Napoli) a incarnare le speranze di un gruppo che sembra coltivare ambizioni intatte, a dispetto di numeri e perfomances. A sentire Zapata, nello spogliatoio Balotelli è diventato «El loco», il matto insomma e forse solo un matto può trasformare un Milan pieno di stampelle e di cerotti, insomma una zucca, in una carrozza di cristallo. Per questo Allegri nasconde fino all'ultimo la sua scelta più importante, e cioè se affidare a Niang o a Robinho il compito di allargare le maglie della difesa napoletana. Il quesito non è banale questa volta: deve giocare da Milan o da provinciale? La risposta è in grado di orientare non solo il destino di una sfida.